ANCoDiS: la strada aperta verso il middle management nella scuola italiana.

di redazione
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Comunicato Ancodis – Con il Convegno nazionale dello scorso 24 maggio, Ancodis ha voluto mettere a confronto i Presidenti delle associazioni dei DS e dei DSGA (Anp, Andis, Disal, Anquap) ed i rappresentanti delle OO.SS. (CGIL, CISL, UIL Area Dirigenti, Dirigenti Scuola, Udir) sul tema della piena realizzazione dell’autonomia scolastica a partire da un nuovo modello di governance fondato sull’imprescindibile ruolo del Dirigente Scolastico cui si affiancano i suoi Collaboratori ai sensi del D. Lvo 165/2001 e della legge 107/2015.

Si è avuta la possibilità di ascoltare le posizioni che sono apparse nel complesso favorevolmente convergenti sul tema dell’istituzione della categoria dei quadri nella Pubblica Amministrazione in generale e nel sistema scolastico italiano in particolare, seppur con elementi di differenziazione su tempi e modi di azione.
I lavori del Convegno, dopo il saluto del Dott. Ganazzoli, DS dell’I.C. Antonio Ugo che ha svolto il ruolo di moderatore, sono stati aperti dal Prof. Rosolino Cicero, Presidente Ancodis Palermo che ha presentato – attraverso i dati di un questionario somministrato nei mesi scorsi – la figura del Collaboratore del DS.

L’intervento di presentazione, che ha avuto quali riferimenti normativi l’art. 2 della Legge 190/1985 (Riconoscimento giuridico dei quadri intermedi), l’art. 5 DPR 275/99 (Regolamento recante norme in materia di Autonomia delle istituzioni scolastiche ai sensi dell’art.21 della legge 59/99), il comma 5 art. 25 D. Lgs 165/2001 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), il comma 14 e 83 art. 1 Legge 107/2015 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti), ha evidenziato alcune aree di indagine a cominciare da:

Chi è il Collaboratore del DS?
Dai risultati risulta ben evidente che il 79% dei Collaboratori è donna e sono impegnati per circa il 70% nella Scuola Primaria e Secondaria di primo grado. Inoltre, il 75% è in ruolo da oltre 15 anni e poco più del 78% è in servizio nella stessa I.S. da almeno 10 anni rappresentando la memoria storica nella loro scuola.

Dove lavora e con quale funzione?
In questa area si è voluto rappresentare il contesto di lavoro: infatti, il 75% dichiara di lavorare in Istituzioni scolastiche costituite da 1 a 5 plessi (circa il 46%) con una alta percentuale (80%) in plessi che insistono nello stesso comune.
In merito al tempo dedicato a questo importante ruolo, oltre il 72% dichiara di svolgere l’attività di collaborazione dai 3 ai 12 anni: non si può non riconoscere, dunque, che si tratta di docenti specializzati che hanno acquisito, anche attraverso percorsi di autoformazione, specifiche competenze relative alla governance della scuola.

Con quali deleghe ed autonomia?
Riguardano essenzialmente la gestione quotidiana di un’autonoma I.S.: il 95% dichiara, infatti, che si occupa di organizzazione del servizio, il 79% di gestione dei rapporti tra le componenti scolastiche, il 68% di gestione dei conflitti, il 60% di redazione di progetti ed, in ultimo ma non meno importante, il 42% di sicurezza e prevenzione.

In quali condizioni di lavoro?
Le domande di questa area sono finalizzate a registrare quanta critica e significativa sia la condizione delle scuole con una dirigenza “provvisoria”: infatti, il 43% dichiara di trovarsi con un DS titolare ma reggente in altra scuola oppure con DS reggente; siamo di fronte ad una vera emergenza se quasi il 50% delle scuole non si trova ad avere un DS a tempo pieno!
E se la scuola è in reggenza, si trovano in percentuale quasi paritaria i Collaboratori che contano sulla presenza del DS in due/tre giorni e quelli che dichiarano meno di due alla settimana.
Da questi dati risulta evidente la necessità di ritornare alla riformulazione dell’incarico di presidenza nelle scuole in reggenza affidando tale compito al 1° Collaboratore del DS!
In merito alle condizioni del servizio circa il 20% dichiara di trovarsi in esonero totale oppure in esonero parziale con il 40%.
Per quanto riguarda il servizio nella Collaborazione oltre l’orario contrattuale, circa il 40% offre alla propria scuola tra le 10 e le 20 ore settimanali, circa il 35% tra le 20 e le 30 ore ed, infine, il 19% oltre le 30 ore per avere un riconoscimento economico annuale lordo tra 1000 e 2000 Euro per il 46% e tra 2000 e 4000 Euro per il 31% dei Collaboratori rispondenti.

Quali motivazioni all’incarico?
Con questa domanda sono state rilevate le motivazioni professionali che inducono un docente ad accettare l’incarico di Collaboratore nelle diverse mansioni: si va dall’interesse verso l’ambito legato all’incarico (63,3%) all’opportunità di migliorare le competenze organizzative e di leadership (59,2%), dalla voglia di impegnarsi in qualcosa di nuovo (40,8%) ai buoni rapporti con il dirigente scolastico (34,6%), dall’opportunità di prepararsi al meglio per diventare dirigente scolastico (25,4%) all’aver acquisito titoli specifici da spendere per lo svolgimento dell’incarico (16,3%), dal motivo economico con una retribuzione aggiuntiva (14,2%) al fatto che non c’era nessun altro disponibile ad assumere l’incarico (12,1%) ed, infine, alla disponibilità di tempo (8,3%).

Valorizzazione del merito?
Il 62% dei Collaboratori intervistati rispondono positivamente ed oltre il 90% si dichiara favorevole ad essere valutato da un organo terzo insieme al Ds oppure in modo autonomo rispetto al DS.

Formazione…
Il tema è molto sentito dalla categoria e, dunque, è stata posta la seguente domanda: “A quali attività di sviluppo professionale inerenti al tuo ruolo hai partecipato negli ultimi 12 mesi?”. Le risposte hanno evidenziato che la formazione/autoformazione guarda a temi strettamente connessi al ruolo svolto ed, in particolare, alla elaborazione del piano di miglioramento della scuola (61,7%), alla normativa relativa alla sicurezza e prevenzione (56,7%), alle nuove tecnologie nel contesto lavorativo (51,2%), alla normativa relativa alla privacy (45,4%), alla gestione dei conflitti (42,5%), alla gestione del personale (37,5%), alla gestione delle risorse economiche, finanziarie, materiali (35,4%).

Ultima area di indagine: quali aspettative?
Per quanto riguarda le aspettative prevalgono le prospettive di carriera diversificata (middle management) con l’82,5%, seguite dall’accesso al concorso per DS con il 61,7%, il riconoscimento del servizio di collaborazione nei concorsi pubblici (50,4%), i premi economici meritocratici per circa il 44% ed, infine, l’opportunità di partecipazione a corsi di formazione e di sviluppo professionale (35,8%).

Sulla base di questi dati emersi dalla reale attività dei Collaboratori dei DS, sono state presentate le proposte di ANCODIS:
A) riconoscimento giuridico con l’integrazione al comma 5 art. 25 D.Lvo 165/2001 che preveda che il DS possa avvalersi di docenti “con precise competenze professionali o specializzazioni in gestione, direzione, coordinamento, controllo, pianificazione da lui individuati”.
Ci appare logica e coerente anche la seguente integrazione al comma 83 art. 1 Legge 107/2015: “Il dirigente scolastico può individuare nell’ambito dell’organico dell’autonomia fino al 10% di docenti “con precise caratteristiche professionali o specializzazioni in gestione, direzione, coordinamento, controllo, pianificazione” che lo coadiuvano in attività di supporto organizzativo e didattico dell’istituzione scolastica”.

B) riconoscimento contrattuale in una “terza area” ai sensi del comma 1 art. 2 Legge 190/1985 (categoria di QUADRO) nel prossimo CCNL scuola comparto Istruzione e Ricerca dei Collaboratori impegnati nella governance delle autonome I.S..
Ancodis propone di integrare il vigente CCNL con “l’Area dei Quadri” con la conseguente determinazione del profilo, delle attività, del trattamento economico, dell’indennità di funzione per chi sostituisce nel corso dell’anno il DS, dell’indennità nelle scuole in reggenza, del riconoscimento del servizio ai fini pensionistici, del riconoscimento del punteggio nella graduatoria interna di istituto, del riconoscimento nelle operazioni di mobilità ed, infine, dell’accesso al concorso per DS.
Per i suddetti Collaboratori dei DS individuati ai sensi del comma 5 art. 25 D. Lvo 165/2001 e che abbiano avuto incarichi per almeno tre anni anche non consecutivi, occorre prevedere modi e forme di riconoscimento dell’incarico già svolto.

C) Esonero del 1° Collaboratore del DS individuato ai sensi del comma 5 art. 25 D. Lvo 165/2001 attraverso l’integrazione del punto 1 e del punto 2 lett. b comma 14 art. 1 Legge 107/2015: “1. …. Il piano è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa, organizzativa “e gestionale” che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia. “A tal fine, le attività di collaborazione dei docenti sono definite in coerenza con il PTOF” e per quanto riguarda il punto 2 “Il piano …. comprende e riconosce …. valorizza le corrispondenti professionalità …. e indica:

a) il fabbisogno dei posti comuni e di sostegno dell’organico dell’autonomia…..;
b) il fabbisogno dei posti per il potenziamento dell’offerta formativa “e per l’esonero parziale o totale del docente 1° Collaboratore”.

D) Percorsi di alta formazione in gestione, direzione, coordinamento, controllo, pianificazione attraverso un corso universitario di specializzazione su temi relativi ai modelli organizzativi e gestionali nella PA, al diritto del lavoro, alla gestione delle risorse umane.

E) Riconoscimento dell’attività di collaborazione al DS nelle diverse forme quale condizione di accesso al concorso per DS purchè in possesso dei necessari titoli.

F) Ritorno all’incarico di presidenza (o di gestione) nelle scuole prive di DS titolare evitando così quelle condizioni irragionevoli e di evidente criticità ben note ai tanti Collaboratori dei DS reggenti.

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