Ancodis: “Il ritardo del contratto scuola. A chi giova?”

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“Sembra ormai evidente che l’atto di indirizzo del Ministro per il rinnovo del CCNL vedrà formalmente la luce dopo la prossima tornata elettorale per il rinnovo delle RSU i cui risultati potrebbero condizionare il percorso del prossimo CCNL”.

Lo scrive l’Ancodis in un comunicato stampa che riportiamo di seguito:

Siamo nelle condizioni di poter prevedere quale CCNL ci si aspetta per la scuola autonoma italiana?
Ascoltando gli interventi dei segretari nazionali sembra prevalere una visione conservatrice che NON pone al centro elementi innovativi e ormai ineludibili quali la valorizzazione professionale, una diversa prospettiva di carriera, il lavoro espletato nelle diverse forme e in tempi diversi.

La moderna funzione docente – secondo Ancodis – deve godere di una revisione dei tempi di servizio, di una vera carriera professionale che in questi 20 anni si è sempre arenata nel mare tempestoso delle relazioni sindacali, che è stata oscurata dalla miopia delle forze politiche, avversata da una visione conservatrice che vede nella funzione dirigenziale l’unico possibile sbocco professionale.

Nel prossimo CCNL occorre pensare ad una carriera diversificata che presuppone per il docente la verifica e la valutazione delle prestazioni professionali, nella quale crescere professionalmente non significa soltanto diventare “più anziano” ma avere riconosciute anche competenze e responsabilità organizzative, progettuali, didattiche e formative.

Ed il tema della modalità di accesso, della permanenza, del riconoscimento nelle prove concorsuali – compreso quello per la carriera dirigenziale – deve essere aperto senza posizioni ideologiche o pregiudizi di categoria.

L’attuale contratto – superato dai tempi e dalla complessità della scuola di oggi – pone un freno a chi vuole impegnarsi in favore della sua comunità scolastica.

La nostra preoccupazione è che anche il prossimo CCNL continui a sacrificare la visione della scuola fondata sulla valorizzazione professionale di decine di migliaia di docenti, a mettere ai margini la visione di una scuola moderna, dinamica e aperta alle opportunità per tutti i suoi protagonisti.

Per il prossimo rinnovo contrattuale del personale della scuola si deve tenere conto dell’Art. 36 della Costituzione: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla QUANTITA’ e QUALITA’ del suo lavoro” e non, come invece oggi è, “proporzionata all’anzianità di servizio!”
Che fare dunque?
a) valorizzare e incentivare il lavoro di TUTTO il personale scolastico;
b) valorizzare e incentivare il lavoro di chi decide di investire tempo in formazione di qualità;
c) valorizzare e incentivare il lavoro di chi assume incarichi aggiuntivi nella governance scolastica necessari per il funzionamento organizzativo o didattico;
d) prevedere, infine, una vera carriera nella funzione docente che motivi e renda giusto merito ai tanti docenti che decidono di vivere LA scuola e non solo di scuola (e diciamolo pure non sono tutti!)

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