ANCI. Per edilizia scolastica serve piano nazionale con gli enti locali

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ANCI – “Un piano condiviso con gli enti locali, sia per la messa in sicurezza che per la costruzione di nuovi edifici scolastici, con la certezza di risorse adeguate e stabili nel tempo”. E’ questa la prioritaria richiesta avanzata oggi dall’Anci alla Commissione Istruzione della Camera, che ha sentito i Comuni nell’ambito di un’indagine conoscitiva sull’edilizia scolastica in Italia.

ANCI – “Un piano condiviso con gli enti locali, sia per la messa in sicurezza che per la costruzione di nuovi edifici scolastici, con la certezza di risorse adeguate e stabili nel tempo”. E’ questa la prioritaria richiesta avanzata oggi dall’Anci alla Commissione Istruzione della Camera, che ha sentito i Comuni nell’ambito di un’indagine conoscitiva sull’edilizia scolastica in Italia.

“Abbiamo presentato alla Commissione una memoria – spiega la rappresentante dell’Anci Cristina Giachi, assessore all’educazione del Comune di Firenze – nella quale viene evidenziato non solo l’attuale quadro dell’edilizia scolastica e dei finanziamenti, ma anche i ‘buchi neri’ nei quali si perdono o si inceppano i meccanismi di finanziamento”. A partire dai cosiddetti Piani stralcio, varati per sostenere economicamente territori colpiti da calamità naturali: “A tutt’oggi – spiega Giachi – quelle risorse non sono state totalmente erogate, sebbene gli stanziamenti risalgano al 2010”. Ma di ‘buchi neri’ ce ne sono altri, a partire dai complessi strumenti finanziari per l’erogazione: “E’ il caso dei 38 milioni della direttiva del Miur del 2013, un esempio paradigmatico di come sia necessario un deciso snellimento delle procedure”. Ed è anche il caso dei 150 milioni stanziati con il decreto del Fare: “una cifra esigua rispetto all’enormità del bisogno – spiega Giachi – che ha causato 3300 richieste, delle quali solo 690 sono state finanziate. E’ proprio la sproporzione tra stanziamenti e bisogni reali a generare quella lentezza nelle procedure per l’assegnazione dei fondi che rappresenta un ulteriore ostacolo”.

Ma ancor più delle risorse “abbiamo ribadito come sia assolutamente necessario esonerare dai vincoli del Patto di stabilità gli investimenti per l’edilizia scolastica: solo così si potrà metter fine ad una contraddittorietà delle norme che da una parte dispongono finanziamenti per la messa in sicurezza e dall’altra limitano l’attività di investimento per i vincoli imposti”. Infine, spiega ancora Giachi, l’Anci ha chiesto di “potenziare i meccanismi di concertazione delle procedure tra i diversi livelli di governo, per fare in modo che lo stanziamento dei fondi raggiunga rapidamente i territori”, nonché di  “portare a termine il progetto dell’anagrafe dell’edilizia scolastica e renderne fruibili i dati, ai fini di una corretta programmazione degli interventi”.

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