“Anche un operaio può avere il figlio dottore”, l’ex sottosegretario De Cristofaro vuole investimenti sulla scuola: “Uscire dalla logica aziendale”

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“Ha fatto bene l’Alleanza Verdi-Sinistra a dedicare alla scuola una parte importante del proprio programma, perché la scuola italiana e’ la prima vittima di decenni di politiche sbagliate. Scelte ispirate da una logica aziendale, come se il fine di un percorso di studi fosse l’addestramento al lavoro e non invece lo sviluppo di un pensiero libero e critico capace innanzitutto di formare persone”. 

Lo scrive su Facebook Peppe De Cristofaro, l’ex sottosegretario all’istruzione.

La pandemia ha accentuato le diseguaglianze, che in realtà c’erano già tutte. Oggi la gran parte dell’accesso alla ‘scuola secondaria di secondo grado’ e’ fortemente condizionato dall’ambiente sociale in cui si nasce: chi si iscrive al liceo, quasi sempre, proviene da contesti familiari nei quali i genitori, a loro volta, hanno avuto lo stesso percorso di studi: diplomati al liceo e spesso laureati. Non è ancora la regola, per fortuna, ma poco ci manca, e questo vuol dire che l’ascensore sociale si è del tutto bloccato“, prosegue il rappresentante di Sinistra Italiana, aggiungendo: “Tutto il contrario della ‘scuola della Costituzione’, insomma, quell’idea straordinaria che aveva consentito, come dice una vecchia canzone, ‘anche all’operaio di avere il figlio dottore’.” 

Ribaltare la visione mercantile della formazione, insiste De Cristofaro, e “per farlo occorre una visione di fondo e una serie di proposte concrete, che Sinistra Italiana ha provato negli anni a mettere nero su bianco attraverso una serie di iniziative e proposte di legge“. 

Poi fissa le priorità: “Ridurre il numero di studenti per classe, estendere il tempo pieno, finanziare progetti di contrasto alla dispersione scolastica, cancellare la legislazione sull’ alternanza scuola-lavoro, ripensare l’orientamento, aprire una riflessione sul biennio unico“. 

E valorizzare, continua De Cristofaro, finalmente, quel  corpo docente mai sufficientemente retribuito, che pure, e quasi sempre in solitudine, continua a farsi carico ogni giorno della formazione degli studenti e del loro benessere. In una parola, investire: almeno allineando i finanziamenti ordinari alla media europea“.

La scuola non ha bisogno della ‘grande riforma’, ma di grandi risorse. La gratuità dell’istruzione, dal nido all’università, deve essere la stella polare, e solo un sistema fiscale generale realmente progressivo può assicurarla. Perché l’istruzione e’ un diritto universale, e la sola base possibile per una società migliore“, conclude l’ex sottosegretario.

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