Anche quest’anno rinviata la valutazione dei dirigenti scolastici

di redazione
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Anche quest’anno i dirigenti scolastici non saranno soggetti a valutazione.

In deroga (di fatto) alla direttiva 36 del 18 agosto 2016, il lavoro dei presidi non sarà esaminato. Motivo? Mancherebbero gli organi ispettivi.

L’inapplicabilità della norma è stata suggellata dal Miur con un accordo raggiunto qualche giorno fa che proroga di un altro anno l’effetto normativo. In pratica, il lavoro dei dirigenti scolastici non è mai stato sottoposto a verifica dall’entrata in vigore della direttiva.

Come già anticipato da Orizzonte Scuola i presidi dovrebbero compilare un “portfolio” di autovalutazione dove mettere in risalto i punti di forza e di debolezza e i relativi obiettivi per migliorare la situazione. La valutazione dovrebbe avere risvolti anche sulla retribuzione, mentre anche quest’anno si procederà a erogare una cifra forfettaria.

Le modalità della direttiva sono state criticate anche da Antonio Giannelli, il presidente dell’associazione nazionale dirigenti scolastici, che al Fatto Quotidiano ha detto: “Il sistema messo in atto lo troviamo discutibile. La direttiva 36 del 2016 prevede una procedura che parte da un’autovalutazione. Dopodiché c’è un nucleo di valutazione presieduto da un ispettore che fa una sua valutazione prima di passare il tutto al direttore generale. Secondo la procedura ad ogni livello di valutazione competerebbe una retribuzione di risultato differenziata ma questa cosa non è mai entrata in vigore. La critica principale che noi facciamo è che si tratta di una valutazione molto indiretta. Si rischia di dare un ottimo giudizio a un preside che scrive bene qualche documento ma è inefficace nella gestione della scuola“.

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