Anche per noi momenti di (vana) gloria. Lettera


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Inviato da Pierangela Pagliarulo – Mi sembra ogni mattina di essere in un sogno,
la sveglia: ma non suona!? Silenzio per la strada.
E intanto conto il tempo, quello di cui ho bisogno:
vestirmi, intolettarmi e inizia la giornata.

E invece non c’è fretta, non devo andare a scuola;
portatile più mouse, per me ancora un miraggio,
e provo a collegarmi, pattuita prima l’ora,
coi miei studenti a casa, in video o per messaggio.

Inizio turbolento: chi chiede, chi propone,
chi si offre a sopperire alla mancanza,
e quella che sembrava pur breve interruzione
diventa invece DAD: Didattica a Distanza.

Ma questa è quella “buona” tra tante conseguenze
di quel che l’anno in corso all’uomo ha regalato:
la grande pandemia, paure e sofferenze,
un male universale per tutti inaspettato.

E se improvvisamente il mondo s’è fermato,
rinchiuso in una bolla, nemmeno uno spiraglio,
la scuola non s’è arresa ed ha continuato
con ogni mezzo e modo, seppur con qualche sbaglio,

a compiere imperterrita, giusta la sua funzione:
tenere a sé i ragazzi e non abbandonarli,
farli sentire vivi, anche in tal situazione,
cercar di appassionarli, ma spesso confortarli.

L’inglese, l’italiano, la scienza o geografia
son stati gli strumenti per star vicini a loro;
un’espressione algebrica, un verso, una poesia
sono serviti certo per fare un buon lavoro;

ma senza mai strafare per personale boria,
e quanto saggia adesso è questa affermazione:
non è quanto tu fai che deve darti gloria,
ma il come tu lo fai e il fin d’ogni tua azione.

Sebbene da lontano, tra dubbi e inesperienza
abbiam sollecitato anche i più pigri allievi
che han così vissuto l’impegno e l’incombenza
il solo modo, forse, per non sentirsi alieni.

Affatto era scontata da loro una risposta:
VACANZE ANTICIPATE!!! La prima lor reazione;
ma dopo aver compreso la madornal batosta
si è alzata di livello la partecipazione.

Ci siamo intrufolati nel loro quotidiano,
né feste, o passeggiate, o calci ad un pallone;
consegne nel mattino o nel pomeridiano.
Qualcuno è sì sfuggito, ma è solo un’eccezione.

E allora…….

Pur dando onori e meriti a medici e infermieri
che sono in prima linea con abnegazione,
maestri e professori…. andiamo di noi fieri!
perché anche la nostra si può chiamar missione.

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