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Anche le nuvole hanno uno scopo nella vita di ciascuno: come insegnare a coltivare il potere della semplicità

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Una vita semplice, vissuta semplicemente e nella semplicità è, certamente e indubbiamente una vita più consapevole. È significativo vivere nella semplicità perché è nella semplicità, abbandonando (per sempre) alle sovrastrutture della vita e delle organizzazioni delle classi (meglio delle attività nella classe) che noti la bellezza nei dettagli: lo noti nelle basi della nostra vita, nel momento della declina. Per coltivare il potere della semplicità è necessario osservare, assorbire e assimilare l’essenzialità. Allora la semplicità diventa parte integrante della tua vita. Qualche giorno fa, nel tentativo di fare un complimento, ho scritto: “apprezzato per la tua semplicità”. Pensavo e ritenevo, perché è così, d’avere fatto un complimento. Ma mi sono state richieste spiegazioni ed, evidentemente, non è usuale questo gesto straordinario che vive nella comunità della semplicità. Ecco, la “semplicità”. Quella ricercata e agognata da tanti. La storia, difatti, narra di donne e uomini passati alla storia per la loro semplicità ma la nostra quotidianità ha fatto smarrire il gusto della semplicità.

Ciascuno di noi è “lasciato cadere”

Vi racconto una bellissima riflessione, utile a essere trasferita ai nostri alunni, della scrittrice C. Lumen. Scrive “Anni fa, mi sono seduto sul bordo di un mucchio di sabbia a Central Park a New York City. A terra vidi un germoglio alto un centimetro con due larghe foglie emergere energico dalla sabbia. Guardando in alto, ho notato che ero seduto sotto un albero gigante – molto vecchio, molto saggio – che aveva lasciato cadere la piantina in un posto dove potesse crescere. Ho ricevuto il messaggio. Ciascuno di noi è “lasciato cadere” dal Tao, il Tutto Ciò Che È, in un luogo in cui possiamo crescere. Non sono sicuro che il germoglio sul bordo del mucchio di sabbia a Central Park sia durato molto più a lungo, ma sono stato fortunato ad essere piantato in luoghi in cui posso crescere, se non prosperare”. Qui risiede il potere e il mistero della semplicità. Questo potere stratosferico, che abbiamo smarrito, può essere osservato, quotidianamente, nelle nostre relazioni con il nostro ambiente naturale.

Anche le nuvole hanno una loro finalità nella vita di ciascuno: insegniamolo ai nostri alunni

Quanti di noi adorano le nuvole, i giochi che fanno nel cielo, ciò che costruiscono e quanti colori e sfumature riescono a realizzare nel cielo. Sono espressive e contengono quella dinamicità che dovrebbe avere ciascun essere vivente, ciascuna comunità, la nostra scuola, la vita dei nostri alunni. La loro semplicità offre lezioni di vita significative. Le nuvole fluttuano e, se le miriamo con maggiore intensità, ci accorgiamo che cambiano forma. A volte portano tempeste e presagi funesti, a volte si limitano a pascolare nel cielo, come le pecore sul prato. E oziano, si limitano a rimanere immobili, almeno apparentemente, ai nostri occhi, nascondendo a tratti i raggi del sole. Che potente lezione di vita è quella offerta dalle nuvole: come le nuvole anche la nostra vita si dipana, talvolta, oziosamente, e noi ci limitiamo ad ammirarla. A scuola, spesso, insegniamo e premiamo la dinamicità, la velocità; a scapito della semplicità e della lentezza. Premiamo i nostri alunni che sono dove sono e godono della bellezza della semplicità, di un disegno, di una canzone, di una lettura, d’una poesia scelta tra tante ma profondissima e quietante il nostro animo. Insegniamo ai nostri alunni, almeno una volta a settimana, a scegliere ciò che vogliono fare e a lasciarsi fluttuare dalla bellezza delle arti e, talvolta, del pensiero e della parola. Premiamoli per la loro creatività, per la loro originalità, per le proposte bizzarre.

Abbiamo mai chiesto ai nostri alunni di ascoltare il vento?

Quanti di noi docenti e quanti dei nostri alunni ascoltano il vento spontaneamente? A volte è così potente da fischiare alle orecchie; di suggerire parole dolci e di coccolare le nostre paure. A volte fa lacrimare i occhi. “Altre volte – scrive Lumen – rinfresca la guancia o riordina i capelli. È molto da fare per un semplice gioco da ragazzi. C’è molto potere nel presentarsi semplicemente”. E ritorna il tema della semplicità quella che, come docenti, non siamo proprio in grado di insegnare e, purtroppo, talvolta, neppure di apprezzare, vittime come siamo d’un mondo che corre troppo velocemente e che non ci dà tempo per fare altro.

Il potere della notte che nessuno considera mai né docenti né alunni

C’è un grande potere nella notte. Quanti di noi l’ascoltano davvero? Abbiamo mai provato a chiedere ai nostri alunni di descriverla? Di tracciarne la musicalità; di evidenziarne i colori? Perché la notte canta e parla ed ha colori; tantissimi colori. Nella notte moltissimi animali svolgono alacremente la propria vita notturna. Avete mai sentito i rumori allegri degli insetti? La luna illumina il paesaggio quando c’è e lo colora; gli dona colori tenui e evidenzia il potere delle ombre e delle luci che si alternano e ballano. Proviamo a stare, semplicemente, seduti nella notte; proviamo ad ascoltare sentendoci (e facendo sentire i nostri alunni) parte integrante della natura. Vedremo, solo allora, quanto è potente quella semplicità che non consideriamo mai, abituati come siamo a narrare i colori del giorno, la frenesia della vita e il rincorrersi dei minuti e delle ore. Semplicità tradita, talvolta, dalla mancanza di tempo da dedicarci.

Il “Non troppo” come guida più autorevole per comprendere la natura e noi stessi

Ci avete mai pensato alla circostanza del fatto che è la rapidità che rovina la tranquillità del mondo? I fiumi alimentano tranquillamente la crescita lungo le loro sponde quando scorrono tranquillamente. Quando le acque arrivano quiete al mare. Se si riversano all’impazzata nel territorio circostante, a causa delle alluvioni e di piene improvvise, distruggono tutto, modificano la vita di animali e persone, della stessa natura nella sua complessità. Il troppo e la rapidità distruggono ogni cosa. Il “Non troppo” è la chiave per usare la natura come linea guida per la semplicità che non sappiamo vivere e che non sappiamo insegnare.

Semplicità e consapevolezza vadano mano nella mano

La semplicità e la consapevolezza proseguono il loro andare avanti, il loro vivere nella quotidianità e sul pianeta, mano nella mano. Può essere un’idea che abbiamo o che hanno i nostri alunni o un oggetto che hanno creato, che vogliono realizzare o, semplicemente, che hanno visto del più immenso laboratorio che è la natura. Quando nella vita noi o i nostri alunni dobbiamo o devono fare delle scelte, è necessario tenere al fianco solo le cose più significative, quelle ispirano, quelle che incoraggiano ad andare avanti e a non fermarsi, neppure davanti alle avversità della vita. La consapevolezza autocosciente del valore unico della semplicità ci consente di apprezzare la bellezza, il significato di ogni cosa che abbiamo e di ogni valore che possediamo, di ogni passo, dell’abbraccio appena scambiato col compagno di banco o con un collega. È facile, troppo facile, purtroppo, nella nostra società, trascurare il potere delle cose semplici.

C’è soddisfazione nella semplicità

Ciascuno di noi ha l’opportunità di fare molte cose nella vita. Impariamo (e noi docenti, insegniamo) a fare le cose in linea con la nostra passione. Semplicità è bontà; semplicità è utilità, in primis, per noi; semplicità ci fa star bene; semplicità è utile al mondo del servire. Bisogna prendere del tempo per assaporare tutte le bellezze che ci circondano. C’è pace nella semplicità. Siediti in silenzio e semplicemente “sii” te stesso. Insegniamo ai nostri alunni ad essere noi stessi. Concediti il tempo per i pensieri, rilassati, ascolta. Insegniamo ad apprezza ciò che sono (e impariamo ad apprezzare ciò che siamo): quanto siamo al sicuro. Ci sono passi da compiere verso la semplicità; ci sono passi da insegnare verso una vita di consapevole autoconsapevolezza dove tutto è apprezzato e considerato nella sua straordinaria bontà e utilità. È necessario diventare più consapevoli di noi stessi. È necessario prendersi del tempo per apprezzare le cose molto piccole. La vita è semplice: sarebbe necessario e utile compiere un passo alla volta, una scelta per volta. Possiamo farcela e dobbiamo iniziare dalle nostre classi.

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