Anche i ministri Zangrillo e Valditara d’accordo sul rinnovo del contratto con 100 euro di aumento e fino a 4mila di arretrati. Anief: firmiamo subito

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Sul rinnovo del contratto della scuola sono tutti d’accordo a chiudere prima della fine del 2022. Nelle ultime ore anche il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha detto che “occorre concentrarsi sul contratto del comparto Istruzione e ricerca, risolvere i problemi delle risorse finanziarie, per arrivare alla firma entro la fine dell’anno”.

Il giorno prima era stato il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ad augurarsi “che questo contratto possa essere definito entro il 2022″.

“Praticamente – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – adesso tutti chiedono quello che il nostro sindacato aveva proposto all’Aran la scorsa primavera, già nel mese di maggio, quando ha iniziato a rivendicare la sottoscrizione di un ‘contratto ponte’ a condizione di una integrazione delle risorse: quelle che arriveranno dopo l’accordo raggiunto in Aran di spostare i 340 milioni destinati alla valorizzazione della professione insegnante sul rinnovo contrattuale. Per questa operazione, che farà superare i 100 euro medi di aumento per la categoria, manca solo il sì della Funzione Pubblica al ministero dell’Istruzione”.

“Se nei prossimi giorni i partiti di Governo confermeranno la volontà, più volte espressa in campagna elettorale, di dare delle risorse alla scuola per il rinnovo del contratto 2022/2024, così da abbattere ulteriormente l’inflazione a due cifre registrata negli ultimi 15 anni e incrementata con il Covid e la guerra in Ucraina, a quel punto non vi sarà più alcun motivo per opporsi alla firma del Ccnl 2019/21, con oltre 100 euro medi di aumento e arretrati fino a 4mila euro. Ribadiremo la nostra posizione – conclude Pacifico – anche giovedì mattina, nell’incontro fissato dal ministro Giuseppe Valditara, quando verranno presenteremo i punti salienti del Manifesto Anief sull’Istruzione”.

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