Anche i Cpia puntano su didattica innovativa e tecnologia digitale

di redazione
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Luigi Giulio Domenico PILIERO Dirigente scolastico CPIA 1 Bari – Si è appena conclusa fierIDA 2019, che quest’anno si è tenuta a Siena, presso l’Università per Stranieri; tre giornate, dal 25 al 27 settembre, di riflessioni, approfondimenti confronti e dibattiti sull’Istruzione degli Adulti, che ha visto la partecipazione di tutti i CPIA d’Italia.

Contemporaneamente si svolgeva, nello stesso luogo, il Seminario residenziale “ Leonardo visionario” un Progetto formativo centrato sull’utilizzo efficace delle metodologie didattiche innovative e delle tecnologie digitali in ambito educativo e, quindi, la progettazione degli ambienti di apprendimento, dell’Agorà e del blended learning.

Appare utile ricordare, in sintesi, che i CPIA sono stati istituiti per contribuire a contrastare il deficit formativo e per far conseguire più elevati livelli di istruzione alla popolazione adulta.

I percorsi di istruzione degli adulti sono riorganizzati in:

  • a) percorsi di primo livello, finalizzati al conseguimento del titolo conclusivo del primo ciclo d’istruzione e della certificazione attestante l’acquisizione delle competenze di base connesse all’obbligo d’istruzione;
  • b) percorsi di Alfabetizzazione e di Apprendimento della Lingua Italiana, finalizzati al conseguimento di un titolo attestante il raggiungimento di un livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2;
  • c) percorsi di secondo livello, finalizzati al conseguimento del diploma di istruzione tecnica, professionale e artistica.

Dunque, nel complesso panorama della scuola italiana, i CPIA rappresentano una rete di servizio fondamentale per l’istruzione e la formazione degli adulti e si caratterizzano per lo straordinario valore sociale di aggregazione ed inclusione delle fasce più deboli della popolazione che, inserita nei percorsi di istruzione, ha modo di acquisire e consolidare conoscenze e competenze indispensabili alla cittadinanza attiva e all’inserimento nel mondo del lavoro.

Dirigere un CPIA, lavorare in un CPIA, progettare, gestire e realizzare i processi all’interno di un CPIA può rappresentare una sfida molto complessa, per la peculiarità degli utenti, per la specificità dei modelli organizzativi, per la concretezza nella personalizzazione dei percorsi, per la possibilità di rendere effettivamente trasversali e interdisciplinari i saperi contro il rischio di un’eccessiva parcellizzazione o frammentazione degli stessi, per la possibilità di avere, nello stesso momento, i suoni, gli sguardi, i colori del mondo che riempiono l’aula. Il senso leonardiano di “pragmatismo visionario” può trovare nel CPIA una sua giusta e naturale collocazione.

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