Anche docenti di ruolo e vincitori concorso hanno difficoltà a gestire le classi. Lettera

inviata da Clorinda Malmo – Sono una docente precaria che ha inseguito per 15 anni la carriera universitaria conseguendo una bella quantità di titoli accademici: doppia laurea, dottorato, specializzazione, master…

Poi ho deciso di trasferire il mio sapere ai ragazzi e sono partita con l’insegnamento a scuola. Avendo un punteggio altissimo mi hanno chiamata subito dalla terza fascia e sono 5 anni che lavoro sempre, su materia o su sostegno senza titolo.

Vorrei rispondere ai deputati Gavosto e Fusacchia che parlano di meritocrazia.

Io la meritocrazia non l’ho trovata nel mondo universitario, in verità non la vedo nemmeno nel mondo della scuola.

Ho conosciuto docenti di ruolo che non sanno gestire la classe, vincitori di concorso che non sanno cos’è uno scrutinio e sento invece i miei colleghi farmi i complimenti, nonostante io non sia abilitata.

Perché non dovremmo entrare a pieno titolo nel mondo della scuola, noi che ci siamo fatti le ossa sul campo? Dopo aver gestito classi, famiglie, alunni BES e DSA, (magari in zone a rischio!) perché non potremmo essere considerati pronti a fare il lavoro che facciamo da anni?

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