Anche i “congelati Ssis” propongono ricorso avverso l’esclusione dal concorso

Di Lalla

inviato da Roberta Di Canio – L’improvvisa sospensione delle Scuole di Specializzazione per l´Insegnamento Secondario (S.S.I.S.) (legge 6/8/2008, n. 133, art. 64, comma 4 – ter) e l’inattivazione di un nuovo percorso formativo abilitante per ben quattro anni, ha causato numerosi danni agli aspiranti docenti, in particolare ai cosiddetti “congelati SSIS”, ossia ai vincitori del concorso SSIS che avevano sospeso legittimamente la frequenza ai corsi per motivi legalmente riconosciuti (malattia, maternità, contemporanea frequenza di un dottorato di ricerca ecc.) e versato le cospicue tasse di iscrizione alla scuola di specializzazione al fine di conservare il proprio posto.

inviato da Roberta Di Canio – L’improvvisa sospensione delle Scuole di Specializzazione per l´Insegnamento Secondario (S.S.I.S.) (legge 6/8/2008, n. 133, art. 64, comma 4 – ter) e l’inattivazione di un nuovo percorso formativo abilitante per ben quattro anni, ha causato numerosi danni agli aspiranti docenti, in particolare ai cosiddetti “congelati SSIS”, ossia ai vincitori del concorso SSIS che avevano sospeso legittimamente la frequenza ai corsi per motivi legalmente riconosciuti (malattia, maternità, contemporanea frequenza di un dottorato di ricerca ecc.) e versato le cospicue tasse di iscrizione alla scuola di specializzazione al fine di conservare il proprio posto.

Tra i danni materiali e morali si rammentano: l’interruzione violenta e improvvisa della formazione per quattro anni consecutivi; la perdita di opportunità di lavoro e di reddito; lo stravolgimento della vicenda esistenziale degli interessati, per l’impossibilità di progettare il proprio futuro; l’aumentare di precariato non formato.

Ai suddetti danni, si è aggiunta l’esclusione dei “congelati SSIS” dalla partecipazione al nuovo concorso per l’immissione in ruolo dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado (DM n. 82 del 24/09/2012). I “congelati”, infatti, al momento della pubblicazione del concorso sarebbero stati in possesso dell’abilitazione (uno dei titoli di accesso al concorso), se solo il MIUR avesse loro consentito di conseguirla in tempo. Per molti di loro, inoltre, neanche la laurea o il diploma – come invece per altri candidati non abilitati – costituisce titolo di accesso al concorso, poiché tali titoli di studio sono stati conseguiti oltre i tempi previsti dal bando (ex art. 2) come criterio di selezione tra i non abilitati.

Premesso che l’assunzione dei docenti tramite concorso, piuttosto che dalle graduatorie ad esaurimento, è contraddittoria e inefficace rispetto alla soluzione del problema del precariato, i requisiti d’accesso al concorso appaiono arbitrari e irragionevoli. Infatti, un aspirante docente che ha conseguito la laurea entro i termini previsti dal bando, ma non ha conseguito l’abilitazione per scelta o perché non ha superato le prove di ammissione alla vecchia SSIS, può accedere al concorso; al contrario, non può presentare domanda un aspirante docente che, pur avendo superato le prove di ammissione alla SSIS, non è riuscito ad abilitarsi per il solo motivo che, dopo averne congelato la frequenza, non ha più potuto riprenderla in ragione dell’improvvisa disposizione di chiusura della scuola di specializzazione, dopo la quale nessun percorso abilitante alternativo è stato posto in essere dal
Ministero, nonostante il ricorso al TAR Lazio.

Altrettanto penalizzante è la condizione di quei “congelati SSIS” che, invece, pur non essendo abilitati, potranno accedere al concorso in virtù del titolo di studio conseguito entro i tempi previsti dal bando. Questi, infatti, nell’incertezza dell’esito delle prove concorsuali, si iscriveranno (o si sono già iscritti) al Tirocinio Formativo Attivo (TFA), il nuovo percorso formativo che ha sostituito le SSIS, il quale, come il concorso, rilascia l’abilitazione all’insegnamento. Pertanto, l’eventuale superamento delle prove concorsuali da parte di questi aspiranti docenti e la conseguente assunzione a tempo indeterminato, renderanno inutile l’onerosa iscrizione al TFA (si ricorda che la tassa di iscrizione si aggira intorno ai 2500 €).

Per queste ragioni, un gruppo di “congelati SSIS” si sta attivando per presentare ricorso innanzi al TAR avverso il suddetto bando di concorso, per chiedere:

1. la partecipazione al concorso con riserva e in via definitiva a pieno titolo all’esito del superamento (seppur su ordinanza del TAR) dell’esame di profitto;

2. il risarcimento dei danni suddetti procurati dalla Pubblica Amministrazione, a causa del prolungato blocco forzato del conseguimento dell’abilitazione.

Per informazioni, è possibile iscriversi alla pagina facebook "Congelati SSIS (surgelati scaduti)" e/o alla mailing list del gruppo SSISXCICLO di YAHOO (nella sezione gruppi) e/o contattare l’indirizzo mail [email protected] scrivendo nell’oggetto: "info ricorso concorso".

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