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Analfabetismo funzionale e analfabetismo funzionale digitale

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L’analfabetismo funzionale, o illetteratismo, è la locuzione che si utilizza per indicare l’incapacità di usare in modo efficace le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana.

Si traduce, dunque, secondo l’UNESCO (1984), come «la condizione di una persona incapace di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere da testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità».

Tipi di analfabetismo funzionale

Per analfabeta funzionale si indica dunque un individuo – in età scolare e non – che non ha le competenze necessarie ad assimilare ed elaborare le informazioni provenienti da un testo appena letto e non è in grado di fare delle proprie deduzioni sullo stesso.
L’analfabeta funzionale trova dunque difficoltà non solo nella lettura dei testi narrativi (illetteratismo da testi in prosa), ma anche in quella di semplici documenti (grafici, tabelle: èsi tratta di “illetteratismo da documenti”) e nella lettura di problemi di calcolo (illetteratismo da calcolo).

Analfabetismo funzionale digitale

Come si nota, dunque, spesso l’analfabetismo funzionale si incrocia col mondo del digitale – dato che quest’ultimo pervade la nostra vita quotidiana in molti aspetti.
L’analfabeta funzionale ha dunque difficoltà nell’uso quotidiano della tecnologia e non riesce a destreggiarsi nemmeno all’interno di una semplice pagina web.
Ad esempio, può avere difficoltà a trovare un numero di telefono, nonostante sul proprio smartphone ci sia l’icona “Rubrica”.
Questo perché egli o ella sa leggere e scrivere, ma in diverse situazioni non comprende il senso di un testo, non costruisce analisi articolate e paragona il mondo solo alle proprie esperienze dirette.

Si tratta dunque di un tipo di analfabetismo che colpisce maggiormente la gente over-50, che ha appunto alcune remore col digitale.

La situazione in Italia

È noto come il lockdown dovuto all’emergenza sanitaria abbia fatto fare un balzo in avanti di diversi anni al livello di digitalizzazione degli italiani.
Dunque, ci si aspetta che l’analfabetismo funzionale cali, dopo il periodo di smartworking (e Didattica a Distanza, per la scuola) che ha colpito trasversalmente tutti.
I risultati si sapranno solo dopo un’indagine – auspicabile – dalle sedi competenti: nel frattempo, si possono sollevare alcune questioni a riguardo.

1- Repetita iuvantInnanzitutto, è bene ricordare, quando la scuola ricomincerà in presenza, che se non si manterranno attive le skills acquisite durante la DaD con appositi momenti di digital practice, allora esse verranno perse o dimenticate.
È bene dunque che i docenti, insieme agli alunni, facciano spazio ad alcuni momenti per dei “ripassi digitali”, in cui rispolverare un po’ delle competenze acquisite durante il lockdown.

2- Social media e literacyIl concetto di analfabetismo funzionale è spesso collegato al termine inglese Low Skilled in literacy.
Con la parola literacy si intende l’utilizzo degli strumenti socio-culturali e tecnologici per poter accedere, gestire, integrare e saper costruire le proprie conoscenze in modo tale da essere più presenti e partecipi alla vita sociale.
Uno dei motivi per cui esiste illetteratismo digitale è perché gli italiani, come i francesi, sono un po’ refrattari all’uso dei social network e/o social media.
Essi, tuttavia, sono un ottimo strumento per acquisire dimestichezza con il web e media literacy: l’utilizzo dei social è dunque auspicabile per mantenere attiva la pratica quotidiana dell’uso di Internet.

3- Leggere, non solo sul cartaceoLa pratica della lettura è un must se si vuole combattere l’analfabetismo funzionale.
Questo vale tanto per i discenti quanto per i docenti: c’è bisogno di leggere – non solo ciò che ci piace, ma anche manuali per l’uso critico e consapevole dei media.
Ma, soprattutto, bisogna cominciare ad avvicinarsi alla pratica della lettura in digitale (e-book o audio-book), in modo da unire l’utile al dilettevole, ovvero leggere argomenti a noi affini mentre si utilizza nella pratica un medium digitale.

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