Ammissione al Liceo musicale, requisiti, criteri di ammissione: in allegato un Regolamento dell’Istituto

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Vale, sempre, la pena approfondire quelli che sono gli indirizzi della scuola secondaria di secondo grado per tracciare quello che possiamo identificare come il percorso più adeguato a rispondere alle domande, anche vocazionali, degli studenti del XXI secolo, post pandemia. I desideri e le prospettive di una generazione molto attenta, più di prima, alle prospettive lavorative.

Ci siamo lasciati accompagnare, in questo percorso, dal professore Vito Emilio Piccichè, che ha finalizzato la sua vocazione musicale, non già alla scelta lavorativa, quanto alla creazione, in una città medio grande come Alcamo, in provincia di Trapani, di un Liceo Musicale, vincendo le diffidenze iniziali e le sue stesse preoccupazioni. Una scelta, oggi, a distanza di anni, non solo felice ma adeguata al contesto territoriale in cui nasce il liceo Musicale “Vito Fazio Allmayer”. Ripete spesso il professore Vito Emilio Piccichè, il dirigente scolastico che ha creato un polo di istruzione secondaria assolutamente competitivo, per la qualità dell’offerta formativa e del personale docente, con le parole del Cardinale Leo Joseph Suenens, “la speranza non è un sogno ma un modo per tradurre i sogni in realtà”.

Cos’è un Liceo Musicale?

Il Liceo musicale e coreutico nasce nell’anno scolastico 2010-2011. La sua nascita sancisce l’avvio del processo di completamento e continuità dei percorsi formativi nel variegato campo della musica.

Il viaggio del liceo musicale e coreutico, nei corrispondenti segmenti, si legge “è indirizzato all’apprendimento tecnico-pratico della musica e della danza e allo studio del loro ruolo nella storia e nella cultura”.

Questo indirizzo scolastico accompagna lo studente a perfezionare e a accrescere le conoscenze, le abilità e le competenze per avere la padronanza, pure attraverso peculiarità e attività funzionali, i linguaggi musicali e coreutici sotto gli aspetti della combinazione, definizione, attuazione e riproduzione. L’allievo acquisisce, ulteriormente, la indispensabile profondità culturale, storica, estetica, teorica e tecnica.

Salvaguarda, inoltre, la successione dei percorsi educativi per gli studenti proventi dai corsi a indirizzo musicale (articolo 11, comma 9, legge 124 del 3 maggio 1999).

I requisiti dei futuri allievi

Sono ammessi all’esame di ammissione al Liceo Musicale i candidati che:

  • hanno presentato regolare domanda di iscrizione entro i termini previsti dalla legge;
  • hanno presentato domanda motivata successivamente al termine della iscrizione;
  • sono iscritti al primo anno di scuola secondaria di secondo grado di altro indirizzo di studio;
  • sono iscritti e frequentano altra istituzione scolastica secondaria di secondo grado che desiderino passare al liceo musicale negli anni successivi al primo.

Criteri di ammissione e valutazione della commissione appositamente costituita

I criteri di valutazione adottabili dalla Commissione per l’ammissione di un richiedente l’iscrizione al Liceo Musicale sono, per una molteplicità di Licei, i seguenti:

  • Senso ritmico;
  • Discriminazione percettiva dei parametri del suono;
  • Conoscenza degli elementi fondamentali di grammatica musicale;
  • Competenza nella lettura musicale (solfeggio parlato);
  • Prova pratica (1^ strumento);

Indirizzi e curvature

Il percorso di studi è snodato in due diverse sezioni: la Sezione musicale e la Sezione coreutica

In ambedue i casi, l’ammissione è dipendente al superamento di una prova di ingresso per controllare il possesso di specifiche competenze musicali o coreutiche. Gli obiettivi di apprendimento congiunti a ognuno dei due percorsi di studio sono presenti nel Decreto Ministeriale 211 del 7 ottobre 2010 “Indicazioni Nazionali”.

Orario e piano degli studi

L’orario per l’anno scolastico delle attività e degli insegnamenti necessari per ciascuno degli studenti è di 594 ore nel primo segmento, ovvero il biennio, nel secondo segmento, ovvero il secondo biennio, e nel quinto anno, corrispettivi a 18 ore medie per settimana.

Ciascuna delle Sezioni unisce, per gli insegnamenti di indirizzo, 462 ore nel primo biennio, nel secondo biennio e nel quinto anno, corrispettivi a 14 ore medie per settimana.

Il piano degli studi del Liceo musicale e coreutico e delle relative sezioni è definito dall’allegato E del Decreto del Presidente della Repubblica 89 del 2010.

Alla verifica del possesso di specifiche competenze musicali

Come si legge nel regolamento in uso al Liceo Musicale “Vito Fazio Allmayer” di Alcamo, che alleghiamo all’articolo, facendo riferimento all’art. 7 comma 2 del D.P.R. n. 89/2010 che afferma: “Regolamento recante revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei”, “l’iscrizione al percorso del Liceo Musicale è subordinata al superamento di una prova preordinata alla verifica del possesso di specifiche competenze musicali”. Pertanto, tutti gli studenti che chiedono l’ammissione al devono sostenere la prova suddetta. La scelta dello strumento per il quale si richiede l’ammissione va indicata nella domanda di iscrizione; i candidati effettuano la prova d’esame sul primo strumento scelto. Sono ammessi all’esame di ammissione al Liceo Musicale i candidati che: 1. hanno presentato regolare domanda di iscrizione entro i termini previsti dalla legge; 2. hanno presentato domanda motivata successivamente al termine della iscrizione; 3. sono iscritti al primo anno di scuola secondaria di secondo grado di altro indirizzo di studio; 4. sono iscritti e frequentano altra istituzione scolastica secondaria di secondo grado che desiderino passare al liceo musicale negli anni successivi al primo. (Art. 8)

L’intervista per conoscere meglio un Liceo Musicale

Ma per conoscere meglio un Liceo Musicale e sentirne le vocazioni, abbiamo voluto intervistare il preside-musicista, il dirigente scolastico Vito Emilio Piccichè, proprio al termine di una sua brillante performance concertistica, tenuta domenica 20 giugno 2021, al centro congressi Marconi della città di Alcamo, quella che diede i natali al primo e originale cantore in lingua italiana Cielo d’Alcamo. Concerto che rientra a pieno titolo tra le iniziative della stagione concertistica degli Amici della Musica.

«Con la pianista Maria Agnese Augello, abbiamo un concerto per clarinetto e pianoforte, con musiche di Schumann, Rota, Piazzolla, Saint Saens, Poulenc, Morricone. Ho smesso, come avrà notato, la veste dell’uomo di scuola, per riassumere, dopo una bella pausa coronata, quella del clarinettista che mi ha accompagnato per diversi decenni, provando a tirare fuori dall’ebano del mio strumento qualche bel suono» come ha tenuto a sottolineare il musicista-professore-preside Vito Emilio Piccichè, ad esordio di intervista per “OrizzonteScuola.it”.

Di pregio (a metà del concerto al termine del quale abbiamo parlato di liceo, di musica, di giovani), l’esecuzione che il Maestro Vito Emilio Piccichè, clarinettista di fama, fa di due brani di Piazzolla che si impegno, con una forza e con una inventiva senza precedenti, per la nascita di quello che sarà appellato come “nuevo tango”. Si tratta, indubbiamente, di un approccio innovativo e rivoluzionario che è capace di sintetizzare elementi della musica da camera con quelli di una fantastica e artistica improvvisazione jazz, ma senza parti cantate, che, per la verità, non piacque molto a quelli che possiamo definire i puristi del tango argentino tradizionale. Un pezzo in particolare ha sconvolto, per la sua profondità, gli spettatori. Un pezzo che esprime tutta quella che possiamo definire, senza ombra di dubbio, la infinita religiosità del compositore italo-argentino: ovvero la sua Ave Maria. Fu scritta per il suo oboe e per pianoforte nel 1984 con il titolo “Tanti anni prima” per il film “Enrico IV”, tratto dall’omonima commedia del siciliano Luigi Pirandello. Film del mitico Marco Bellocchio, nel quale Matilde, impersonata da Claudia Cardinale che lavorava col grande Marcello Mastroianni, era la protagonista indiscussa. Poco prima che il nostro compositore morisse, dopo due anni di come, Piazzolla regalò questa Ave Maria alla strepitosa Milva, sua amica dal lontano 1981, che l’ha proposta al mondo in occasione del Grande Giubileo del 2000. Ma vediamo come il preside Vito Emilio Piccichè, artista e dirigente scolastico, presenta il liceo Musicale.

Perché, ancora oggi la scelta della musica è, per uno studente tredicenne, una scelta formativa adeguata e prestigiosa, e congiuntamente una scelta proiettata al lavoro?

«Il Liceo Musicale è una scelta vocazionale, che si fonda su almeno due elementi: il desiderio di fare musica, di farla insieme agli altri, ed inoltre la predisposizione naturale che rappresenta un dono gratuito, che necessita di essere alimentato, curato.
In questo senso è una scelta formativa perché il dono ed il desiderio richiamano un impegno costante giornaliero, una disciplina costante, degli obiettivi da raggiungere nel breve, nel medio e nel lungo periodo.
Il tutto in un mondo, quello dell’arte, spesso mortificato e relegato ad una visione marginale; la nostra società soffre infatti di una grave disabitudine a riconoscere la bellezza come centro della vita individuale e collettiva.

Si tratta, tuttavia, di una scelta che può aprire mondi inimmaginabili se proiettati in una prospettiva internazionale, nel cui ambito i nostri musicisti sono apprezzatissimi e ricercati.

Come istituzioni, come società civile, come enti culturali, abbiamo l’urgenza di lavorare con slancio ed entusiasmo, affinché l’Italia si riappropri della sua centralità musicale e culturale che non è del tutto smarrita.

Noi ci crediamo profondamente e stiamo lavorando, nel nostro territorio, per seminare entusiasmo, per spingere i giovani e le loro famiglie a crederci. In questo senso ormai da alcuni anni abbiamo scelto di intessere relazioni, non solo in ambito nazionale, di essere presenti nel territorio per creare le condizioni per una crescita culturale, aprendo strade, abbattendo muri, collaborando anche con il mondo delle imprese che dalla cultura può avere grande beneficio, in una logica che include anche enogastronomia e turismo.
Insomma, un cambio di prospettiva che può aprire un varco in ambiti attualmente forse inimmaginabili».

La musica e la formazione delle nuove generazioni: sensibilità, attenzione al mondo che cambia, ascolto dell’altro, capacità di andare oltre il reale.

«La nostra società ha urgente sete di essere rieducata alla sensibilità, alla bellezza.
La via privilegiata è l’arte e fra le arti la musica ha le maggiori possibilità di toccare in profondità il cuore degli uomini.
In questo senso l’educazione alla sensibilità rappresentata la precondizione di ogni altra competenza.
A che serve essere eccellenti ingegneri, medici, avvocati, agricoltori, operai se manca l’attenzione al mondo che cambia, la capacità di mettersi in ascolto, di sentirsi parte di una comunità?

La capacità di sentirsi e di percepirsi parte di una umanità che ha ricevuto in prestito il mondo e che ha come scopo ultimo quello di riconsegnarlo alle future generazioni migliore di come lo ha ereditato, o almeno non peggiore, trova il suo fondamento nella sensibilità di ognuno di noi.
La sensibilità si coltiva, si esercita, altrimenti si atrofizza fino a pietrificare il cuore.
L’andare oltre presuppone una sensibilità artistica che sa riconoscere la verità della nostra temporaneità e della nostra limitatezza».

Cosa rende differente un Liceo ad indirizzo musicale e qual è l’impianto pedagogico e metodologico.

«Il costruire insieme bellezza con strumenti del tutto peculiari che sono la passione, la cura, l’ascolto reciproco, la consapevolezza che in orchestra il mio apporto è essenziale alla buona riuscita dell’esecuzione, “riempie” di responsabilità.
Non dico appositamente che “carica” di responsabilità perché i nostri ragazzi si scoprono importanti per gli altri e questo non pesa loro, anzi li libera da ogni peso e li riempie di gioia.

Se venite a scuola li vedrete durante le prove con i visi distesi, sorridenti e con gli occhi che brillano di pienezza e di orgoglio
Ecco il nostro impianto pedagogico e metodologico che in una parola si può tradurre come pedagogia dell’entusiasmo».

La musica è passione soltanto?

«La passione è solo una delle componenti.
Per quanto importante non può considerarsi totalizzante.
A cosa serve la passione senza il talento, senza lo studio giornaliero, senza la pazienza dell’artigiano, senza la capacità di attesa del contadino, senza umiltà, senza generosità?
La musica è tutto questo contemporaneamente e in modo persistente.
È una strada in salita, ma quando si arriva in vetta si gode di una vista unica, di una pienezza divina».

Quanto ha influito la sua passione personale per la musica sulle scelte operate nella scuola?

«Credo in maniera significativa.
La nostra formazione è fondamentale per affrontare la vita di cui la professione è parte integrante.
Ho un approccio generalmente creativo, entusiasta, rigoroso, attento ai dettagli, alle pieghe delle relazioni educative che aiuta indubbiamente e che plasma per certi versi la realtà circostante, spero generando nuova creatività, nuovo entusiasmo, nuove relazioni basate sul rispetto e sulla stima».

REGOLAMENTO PER L’AMMISSIONE AL LICEO MUSICALE

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