Amianto nelle scuole. Dati allarmanti, ma la bonifica non è considerata una priorità

di redazione
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Il problema dell’amianto delle scuole è ancora molto grave ed è un problema nazionale. Ce ne parla il Fatto Quotidiano.

Legambiente ogni anno pubblica un rapporto sulla qualità dell’edilizia scolastica andando a monitorare i 6.332 edifici di proprietà dei comuni capoluoghi di provincia: il 10% di questi ha certificato casi di amianto.Nel 2014 (anno su cui è riferito l’ultimo rapporto disponibile) si è verificato un calo dei monitoraggi (90,3% contro il 92,2% dell’anno precedente) nonostante i casi certificati siano in crescita di due punti e mezzo.

Sono più al Nord (13,3%) gli edifici con casi certificati rispetto al Sud dove la percentuale è del 6% e al Centro che si attesta al 4,6%. I comuni che hanno effettuato i monitoraggi sono però di più al Nord, il 94,9%, al Centro il 93,3% e al Sud l’83,3%. Nelle isole, invece, i controlli sono stati eseguiti nel 66,7% a fronte di un 8,6% di casi certificati. Ma sono proprio Sicilia e Sardegna a essere quelle che negli ultimi due anni si sono date maggiormente da fare per effettuare azioni di bonifica (6,7%) contro il Sud che si ferma al 4,2%.

L’Osservatorio nazionale amianto due anni fa ha presentato alla Camera dei Deputati questi dati: 2.400 sono gli istituti che registrano la presenza di materiali in amianto esponendo al rischio circa 350mila studenti e 50mila lavoratori della scuola. Una ricerca Censis nello stesso anno stimava in circa 2000 gli edifici scolastici contaminati.

Molto gravi anche i dati sulle morti per amianto: il registro nazionale mesoteliomi, istituito presso l’Inail, censisce le neoplasie dovute all’amianto (pleura, peritoneo, pericardio e tunica vaginale del testicolo): nel 2012 (ultimo anno analizzato) erano stati registrati 63 casi nel comparto istruzione, 41 uomini e 22 donne. Venticinque insegnanti, sei bidelli, cinque tecnici di laboratorio.
L’unica Regione ad avere dei numeri precisi è il Lazio che con l’Inail, il ministero della Salute e l’Istituto superiore di sanità dal giugno 2012 ha dato avvio ad una mappatura degli istituti scolastici dove vi è conoscenza della presenza di amianto. Su 2.297 scuole contattate, 789 istituti hanno risposto, 1.508 non hanno partecipato alla compilazione della scheda. Nel 16% delle scuole controllate si è riscontrata la presenza della sostanza in coperture, cassoni idrici e linoleum: 5 sono state individuate in provincia di Frosinone, 20 in provincia di Latina, 9 in provincia di Rieti, 217 in provincia di Roma e 24 in provincia di Viterbo.

Legambiente sta elaborando il nuovo rapporto, ma si conoscono già i primi dati: nel 2014 la maglia nera è andata a Sassari (39% di casi), a seguire Genova (27% di casi), Bari (23%) e Firenze (16%). Secondo le anticipazioni dell’associazione, Genova resta nella lista nera mentre Bari e Firenze escono per lasciare spazio nei primi posti ad Agrigento e Forlì. Numeri che vanno a braccetto con la classifica dei municipi che hanno fatto più bonifiche negli ultimi due anni: Ragusa, Sassari, Genova e Bari.

La competenza delle bonofiche è delle Regioni. I 400 milioni stanziati a giugno 2014 ( #scuolesicure, delibera Cipe 66/2014), in continuità con i 150 milioni del “Dl del Fare”, ad esempio, hanno pagato il 19% degli interventi dedicati alla bonifica dell’amianto.

Secondo i numeri della struttura di missione per l’edilizia scolastica di Palazzo Chigi dei 1.215 interventi della prima annualità dei mutui Bei (905 milioni a totale carico dello Stato) sono circa cento i cantieri dedicati in modo specifico alla bonifica dell’amianto, circa il 9% degli interventi.

Purtroppo però questi interventi non vengono considerati una prorità.

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