Ambiente: giovani credono in scienza per salvarlo

di redazione
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Un’indagine realizzata dal dipartimento di Scienze politico-sociali della Scuola Normale a Firenze ha rilevato che il 74% dei giovani under 21 che partecipa agli scioperi per il clima a Firenze, organizzati dal movimento Friday for Future (Fff), ritiene che si possa fare affidamento sulla scienza per affrontare i problemi ambientali, solo il 13% conta sui governi.

Il 77% poi crede nella necessità di cambiare i propri stili di vita e lo dimostra nei fatti: il 73% orienta gli acquisti sulla base di considerazioni etiche e politiche.

Gli studiosi sono scesi nelle piazze fiorentine, durante le manifestazioni che si sono svolte il 15 marzo, il 20 e il 27 settembre per l’emergenza climatica e hanno proposto ai partecipanti dei questionari: hanno risposto in circa 2mila.

Firenze è stata l’unica città italiana interessata da questa indagine internazionale che si è svolta in altri 13 capoluoghi europei. A Firenze il 53% degli intervistati è sotto i 21 anni di età e il 64% del totale è rappresentato da donne.

Dall’analisi emerge inoltre che il 73% dei partecipanti sotto i 21 anni ritengono di partecipare soprattutto per difendere i loro interessi, l’89% pensa che sia anche necessario fare pressione sui governi per cambiare le politiche, anche se l’88% dei giovanissimi ritiene che i partiti politici facciano promesse che poi non mantengono.

La professoressa Donatella Della Porta, preside del dipartimento di Scienze politiche e sociali ha spiegato che nell’analisi “ci sono dati che smentiscono un po’ di miti da sfatare su questo movimento: c’è sicuramente una forte presenza di giovani, ma non è un movimento mono-generazionale ed ha una forte interazione con il concetto di scienza. Da parte dei giovani c’è molta riflessione su come si possono combinare gli interventi per affrontare un problema così ampio, ma sentono anche la necessità di cambiare gli stili di vita. Non c’è una disgiunzione tra ciò che viene predicato e ciò che viene fatto”.

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