Amarcord… di una scuola che non c’è più. Lettera

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inviata da Antonella Currò –  Dove sono finiti i docenti contrastivi,quelli che consapevoli del loro valore professionale ne osteggiavano lo svilimento rifiutando mansioni non dovute o gratuite…

quelli che avevano l’ardire di contraddire il boss o il suo vice e addirittura osavano alzare la mano in Collegio per fare delle obiezioni, fra i mugugni dei colleghi che guardavano spazientiti l’orologio.

Dove sono finiti quelli che, deposta la zappa del proprio orticello, scioperavano compatti per la giusta causa comune convinti che l’unione fa la forza e se si vuole qualcosa bisogna combattere…si sono persi nelle nebbie dei fallimenti e della connivenza dei sindacati o nell’apatia di una categoria abulica e asservita.

Dove sono finiti gli assertori del “in classe comando io”, strenui difensori della libertà d’insegnamento, svincolata da condizionamenti mercantili ed aziendali o ingerenze non autorizzate da parte delle figure più disparate…ora tutti in fila ordinatamente irreggimentati per soddisfare l’identikit del perfetto esecutore in vista dei ricchi premi finali e cotillons.

E i veri professionisti del mestiere, quelli che non avevano bisogno di obblighi burocratici impiegatizi per prendersi cura identicamente di ogni alunno con le sue doti e le sue difficoltà, senza necessità di sapere a quale acronimo corrispondesse ma solo in quanto essere umano…

e la collaborazione disinteressata fra colleghi in una scuola dove tutti facevano tutto ciò che serviva senza un rigido mansionario gerarchico con il docente puro ad occupare il posto dei paria.

Per non parlare dei genitori collaborativi e deferenti che venivano ai colloqui disarmati e senza avvocato, pronti ad ascoltarti e punire le mancanze loro e dei figli nell’osservanza di un tacito progetto educativo comune…

Nostalgie di una vecchia insegnante o di un’insegnante invecchiata???

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