Se alzi la voce o rimproveri rischi denuncia, a questo punto meglio sostituire i docenti con i robot

di Avv. Marco Barone
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Quale autorità oggi hanno i docenti nella scuola? Sicuramente esiste la contestazione dell’abuso di autorità, si può essere sanzionati a livello disciplinare in modo pesante, fino a sei mesi dal servizio con le ripercussioni che si avranno sul piano lavoristico a dir poco rilevanti, come anche il ritardo nell’aumento periodico dello stipendio, la perdita del “bonus docenti” per la formazione oltre che a vedere infangata la propria carriera. In cosa consiste questo abuso di autorità?

Di tassativo non vi è nulla, di certo neanche, e spesso le condotte che si concretizzano non è detto che possano avere rilevanza disciplinare ed anche penale, strade che possono essere percorse separatamente e non per forza di cose congiuntamente.

Oggi se alzi la voce per rimproverare uno studente, se metti una nota sul registro, se minacci voti o giudizi negativi perchè lo studente non studia, l’abuso di autorità ti viene contestato quasi automaticamente e si rischia di sfociare anche nel procedimento penale per abuso dei mezzi di correzione, come minimo, il peggio e se certe condotte penalmente vengono valutate come maltrattamenti.

Quale autorità oggi quando gli studenti aggrediscono ed offendono i docenti, impotenti? Quali gli strumenti di difesa ed a garanzia dei docenti? Che al minimo rimprovero rischia di essere picchiato? Aggredito? Se non anche sanzionato? Quale il giusto equilibrio da adottare?

Nella scuola si è passati dall’estremo autoritarismo, non rimpianto da nessuno, salvo qualche nostalgico della scuola fascista, all’estrema debolezza di una figura totalmente priva di qualsiasi rispetto sociale, poiché la scuola oggi deve vendere un titolo, gli studenti devono solo essere presenti a scuola fisicamente, che poi apprendono o meno qualcosa, ciò all’utenza interessa relativamente.

Quante le famiglie scandalizzate perchè i loro figli con il sistema dell’alternanza scuola lavoro come introdotto dalla Legge 107, preparano caffè o servono panini? Poche. Quante le famiglie che alzano barricate difensive, preparano le cannonate contro un docente che osa richiamare uno studente perchè non studia? Se ne è perso il conto.

A questo punto forse si potrebbero sostituire i docenti con dei robot. Sarebbe più coerente. Certamente vi sono casi di docenti che a scuola farebbero bene a non metterci piede, perché con il loro operato macchiano l’intera categoria, ma si tratta di casi minimali, percentualmente irrisori, irrilevanti, ma usati però come si è fatto nel caso dei “falsi invalidi” per arrivare a mettere in discussione i diritti degli invalidi tutti.

Il discorso è complesso, articolato, oggi si assiste ad una vera e propria inversione dei ruoli. Basta una lettera di un genitore, inventata o meno, per far tremare un docente e minare la sua credibilità, la sua carriera ultra decennale nella scuola, ciò perché l’autorevolezza di questa categoria è stata semplicemente distrutta e ci vorranno non anni ma decenni per ripristinarla.

E la responsabilità è di chi ha favorito questo sistema, “privatizzando” de facto la scuola a livello strutturale e normativo. E non si tratta di retorica, ma di una realtà con la quale tutti gli addetti ai lavori devono fare i conti. Ed i conti, in questo momento per la categoria più corposa dell’intero comprato pubblico italiani, i docenti, sono aspri.

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