Alunno manda in ospedale con pugno un compagno di scuola. Il padre lo scopre e lo convince a confessare

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Un ragazzo di 16 anni manda in ospedale con un pugno un compagno di scuola più piccolo. Nessuno lo identifica, ma quando il padre lo scopre lo convince a confessare e lo accompagna dai Carabinieri.

La notizia si è diffusa subito dopo che un giornale locale, Cosenza Channel, ha pubblicato una lettera in cui il padre del ragazzo rivolge le scuse alla vittima e alla sua famiglia. “Il fatto – ha detto pubblicamente -, da qualunque angolazione lo si guardi, è di gravità inaudita”.

L’uomo, che ha firmato la missiva, si è detto distrutto dal dolore, così come la moglie e madre del ragazzo.

“Da poche ore abbiamo appreso, da nostro figlio, che è lui l’autore dell’aggressione al giovane di Castrolibero. E, da quello stesso istante, il mondo ci è crollato addosso, con una sola certezza: quella di dover informare le forze dell’ordine”, è scritto.

“Il fatto, da qualunque angolazione lo si guardi, è di gravità inaudita – afferma il papà del ragazzo, che firma la lettera –. È grave per la giovane vittima, è grave per la sua famiglia, è grave per nostro figlio, è grave per nostra figlia che, frequentando quella stessa scuola, rischia di portare il peso di comportamenti non suoi e, se possibile, è ancora più grave per me e mia moglie, che stiamo vivendo il dramma di un fallimento“.

“Perché in questo momento ci troviamo a sperimentare che quello del genitore è veramente il mestiere più difficile al mondo– scrive ancora –. Non facciamo altro che chiederci dove abbiamo sbagliato, dopo aver vissuto tutta la vita, e il nostro essere famiglia, guidati dai valori dell’accoglienza, della correttezza e del senso di responsabilità: valori lontani anni luce da queste azioni”.

“Non so se avremo mai risposta a questa domanda – prosegue la lettera –, ma, proprio sulla base dei valori che ci guidano, riteniamo giusto che nostro figlio impari ad assumersi le sue responsabilità ed a rispondere delle sue scelte e delle sue azioni, sebbene ancora minorenne”.

“Alla madre ed al padre della giovane vittima – conclude – giunga il senso più profondo del nostro dolore per l’accaduto, che è solo l’altra faccia di una stessa medaglia”.

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