Alunno iperattivo torna a scuola ma dopo 2 ore viene rispedito a casa: mancano docente di sostegno ed educatrice. Il Ds: “Non riusciamo a gestirlo”

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Il caso di Ladispoli, che ha visto nei giorni scorsi l’esclusione da scuola di un bimbo di 6 anni iperattivo, poi reintegrato grazie al TAR, continua a far discutere: dopo il reintegro ordinato dal giudice amministrativo l’alunno è stato rispedito a casa dopo sole 2 ore di lezione. Il motivo? Mancavano l’insegnante di sostegno e l’educatore.

Non riusciamo a gestirlo, riprendetelo“, ha riferito al preside il personale scolastico impegnato con il bimbo. “Chiediamo solo l’applicazione di quanto deciso dal tribunale, – riferisce il legale della famiglia dell’alunno – . Gli alunni con difficoltà hanno tutto il diritto di entrare a scuola e di avere assistenza. I genitori vogliono solo che il proprio figlio vada a scuola. Come ogni altro bambino”.

Pertanto, scrive Il Corriere della Sera, dopo sole due ore di attività didattiche il preside ha deciso di chiamare i genitori: “Servono più ore di assistenza per il bambino, ma la certificazione medica è errata e l’abbiamo segnalata ai genitori. Ieri era impossibile gestirlo e abbiamo dovuto chiamarli – spiega il dirigente – L’allontanamento? Un gesto eclatante per risolvere la situazione“.

Nel frattempo, sappiamo che è in corso l’ispezione ministeriale per arrivare ad una soluzione. Nello specifico, l’ispezione ministeriale, dovrà chiarire se la “metodologia di insegnamento” utilizzata dalla scuola, ovvero la sospensione del bambino, possa essere considerata uno strumento realmente valido.

Parliamo di un deficit assolutamente gestibile, ma serve la qualità del sostegno, non la quantità delle ore, ci vogliono i corsi di formazione – spiega Cristina Lemme, presidente nazionale dell’Associazione Ahdh – . È proprio l’esclusione a inasprire i disturbi di questi bambini, che invece se ben seguiti migliorano visibilmente“.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha espresso la sua ferma condanna dell’accaduto, definendolo un fatto “che colpisce” e che “non deve ripetersi”.

Valditara ha ribadito l’importanza di una scuola inclusiva che non emargini, ma che anzi accolga e valorizzi le diversità. Il ministro ha sottolineato come la scuola debba essere un luogo sicuro e accogliente per tutti gli alunni, indipendentemente dalle loro difficoltà.

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