Alunno indisciplinato, è possibile “dargli due” nella valutazione della materia?

WhatsApp
Telegram

A scriverci è un giovanissimo studente della classe terza, scuola secondaria di primo grado. Durante la lezione di matematica ammette di essersi comportato in maniera irrispettosa in quanto è stato richiamato più di una volta dal docente affinché non disturbasse a causa di eccessive chiacchiere e risate. Ebbene, al secondo rimprovero non ben accolto dall’alunno, l’insegnante procedeva con l’attribuzione di una votazione nettamente insufficiente [2] su specifica disciplina [matematica, per l’appunto]. Ciò ha causato un disagio doppio: da un lato una media aritmetica dei voti drasticamente ridotta e dall’altra uno smarrimento psicologico da parte dello studente che ritiene aver subito un’ingiustizia. Come stanno le cose? Ha ragione l’alunno o il Docente poteva comportarsi in tal maniera? 

La valutazione deve essere tempestiva e trasparente – Normativa di riferimento

È quanto stabilito da:

  • L’art. 1, comma 5, del D.lgs. 62/2017 prevede espressamente che: “Per favorire i rapporti scuola-famiglia, le istituzioni scolastiche adottano modalità di comunicazione efficaci e trasparenti in merito alla valutazione del percorso scolastico delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti.”.
  • L’art. 2, del DPR 149/1998: “lo Studente ha diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, sottintende di fatto l’attivazione di un processo di autovalutazione che conduca lo stesso a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento”.

Inoltre l’Art 1 del DLgs 62/2017:

“La valutazione ha per oggetto il processo formativo e i risultati di apprendimento delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti delle istituzioni scolastiche, del sistema nazionale di istruzione e formazione, ha finalità formativa ed educativa e concorre al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo degli stessi, documenta lo sviluppo dell’identità personale e promuove la autovalutazione di ciascuno in relazione alle acquisizioni di conoscenze, abilità e competenze.

Criteri di valutazione, stabiliti dal Collegio Docenti ed inseriti in allegato al PTOF

Sono le istituzioni scolastiche grazie all’autonomia, nello specifico il Collegio Docenti, a definire nel PTOF le modalità e i criteri per garantire che la valutazione avvenga in modo omogeneo, trasparente ed equo. 

La Costituzione inoltre garantisce la Libertà di insegnamento, per cui ogni insegnante può, nel rispetto di quanto definito dall’organo collegiale di cui sopra, decidere in autonomia ed assoluta libertà per l’appunto gli strumenti di valutazione dei propri alunni.

Alunno si comporta male durante la lezione; docente senza specifica interrogazione attribuisce una valutazione nettamente insufficiente su disciplina. Può farlo?

Prima di dare un parere, forniamo ancora un paio di riferimenti normativi sulla valutazione dell’apprendimento e del comportamento. Il DPR n. 122/2009, art. 1, comma 3:

La valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. La valutazione concorre, con la sua finalità anche formativa e attraverso l’individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, ai processi di autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo […]”

Art. 4, comma 3 del DPR n. 249/1998 Regolamento recante lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria:

La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto

A nostro parere il comportamento del Docente è totalmente inappropriato atto ad umiliare e mortificare l’alunno; un conto è in sede di scrutinio arrotondare per difetto una valutazione su disciplina tenendo conto della scarsa attenzione dello studente durante le lezioni, altro è infliggere una vera e propria punizione che nulla ha a che vedere con il profitto specifico su materia e con la finalità educativa e formativa della Valutazione così come ampiamente declinato nei riferimenti normativi che abbiamo citato.

È del tutto accettabile che i comportamenti scorretti o antisociali vengano sanzionati ma in un’ottica sempre educativa e non punitiva che mira sempre a stimolare la riflessione dell’alunno sui propri atteggiamenti. In maniera analoga nella normale attività didattica è assolutamente lecito e auspicabile che venga premiato l’impegno e, al contrario, sanzionati comportamenti opportunistici, elusivi, connotati dallo scarso interesse e da una mancata attivazione individuale.

Riepilogando è lecito che un comportamento disciplinare scorretto susciti una risposta sanzionatoria rieducativa da parte della scuola e dei docenti, così come negli apprendimenti disciplinari che il mancato impegno possa contribuire a una valutazione negativa corrispondente.

È la normativa che ci impone di operare tale separazione. Si parla di apprendimento, comportamento e rendimento complessivo scolastico degli alunni. Altrimenti per quale motivo esisterebbero decine di pagine, griglie, tabelle di valutazione DISTINTE per gli apprendimenti e il comportamento?

È anche vero che la Normativa parla di rendimento complessivo degli alunni; proprio quest’ultimo aspetto difatti consente di valutare l’alunno globalmente – oltre che per il profitto in sé – anche per la sua partecipazione, attenzione, progressi, impegno e costanza ma di certo sta al buon senso del dipendente pubblico applicare ed interpretare le norme con correttezza, buona fede, equità e proporzionalità.

L’alunno può ribellarsi al voto negativo del docente?

Nel caso uno studente ritenga di essere stato ingiustamente valutato può ricorrere ad alcune vie:

  • Chiedere spiegazioni al proprio insegnante, appellandosi al concetto di trasparenza della valutazione la quale nel caso in oggetto non sembra essere pienamente rispettata;
  • Chiedere al proprio insegnante di annullare tale valutazione ingiusta, chiedendo perlomeno di essere interrogato su disciplina o eventualmente subire una sanzione disciplinare [come doveva essere dal principio, aggiungiamo];
  • Nei casi più gravi, dove a farla da padrone vi sono antipatie personali e conflitti di natura relazionale, è possibile rivolgersi al Dirigente scolastico e/o all’ambito territoriale di riferimento, facendosi assistere dai genitori ed eventuali testimoni dell’accaduto;
  • In casi estremi è possibile rivolgersi ad un avvocato portando la questione davanti al TAR. Se, inoltre,  viene dimostrato il danno psichico subito dall’alunno a causa di eccessivo autoritarismo da parte del docente, quest’ultimo potrebbe non soltanto ricevere un procedimento di natura disciplinare ad opera del Dirigente scolastico ma anche di natura penale con l’accusa di abuso di mezzi di correzione  come previsto dal codice all’art. 571: “La legge ritiene responsabile del reato di abuso di mezzi di correzione e di disciplina chiunque abbia una posizione di autorità su determinati soggetti, ed ecceda nel metodo correttivo nei suoi confronti, con punizioni, castighi o minacce, causando nella vittima un rischio di danno alla salute”

Tuttavia la maggior parte delle questioni inerenti le valutazioni ritenute non eque da parte degli studenti sono trattate in ultima istanza dai tribunali amministrativi regionali [TAR] in quanto ricordiamo che tutto ciò che ha a che fare con la Valutazione rientra nell’ampio contesto del procedimento amministrativo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

WhatsApp
Telegram

Eurosofia ti offre il suo supporto per la Preparazione ai Concorsi scuola ed aumentare il punteggio per le graduatorie GPS