Alunno espulso da scuola per bullismo, i genitori ricorrono al Tar, ma perdono la causa

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I giudici del Tar Umbria hanno emesso una sentenza in cui respingono il ricorso presentato dai genitori di un ragazzo espulso per bullismo da un istituto di istruzione superiore in provincia di Perugia.

La decisione disciplinare adottata dal consiglio di istituto e dal dirigente, così come segnala Umbria On, prevedeva l’allontanamento del ragazzo dalla comunità scolastica fino alla fine dell’anno scolastico e l’esclusione dallo scrutinio finale e dalla classe successiva. I genitori del giovane avevano presentato ricorso chiedendo un risarcimento di 25mila euro per l’espulsione e la perdita dell’anno scolastico.

Tuttavia, il Tribunale amministrativo dell’Umbria ha rigettato il ricorso presentato dai genitori, ritenendo che i fatti siano stati così gravi da giustificare le sanzioni disciplinari adottate dall’istituto.

La sentenza afferma che il regolamento di istituto è disponibile sul sito web della scuola e prevede specifiche norme di comportamento e sanzioni disciplinari. L’allontanamento dallo studente è stato deciso dalla giunta esecutiva, sentito il parere del collegio degli educatori, pertanto non vi è incompetenza dell’organo che ha irrogato la sanzione.

Inoltre, i genitori avevano contestato la mancata possibilità del figlio di seguire le lezioni, in presenza o da remoto, per le ore necessarie alla validazione dell’anno scolastico e alla valutazione della sua preparazione. Tuttavia, il Tribunale amministrativo ha confermato la decisione dell’istituto di ammettere lo studente allo scrutinio di fine anno, ma con giudizi insufficienti nella valutazione del comportamento e del rispetto del regolamento della scuola e della convivenza civile, insufficienze in alcune materie e “non classificato” in altre.

In definitiva, il ricorso presentato dai genitori del ragazzo è stato respinto e le decisioni assunte dall’istituto sono state confermate. La sentenza evidenzia la gravità dei fatti e la preoccupazione espressa dai genitori della vittima e dalle famiglie degli altri studenti rispetto all’eventualità del ritorno a scuola degli autori dell’aggressione.

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