Alunno bocciato per le troppe assenze, genitori fanno ricorso al Tar, ma lo perdono: i giudici danno ragione alla scuola

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I ricorsi dei genitori contro le decisioni di bocciatura dei figli sono sempre più frequenti, ma una recente sentenza del Tar del Veneto potrebbe rappresentare un cambio di rotta.

La corte amministrativa ha infatti confermato la decisione di una scuola di non ammettere un alunno alla classe successiva, sottolineando l’unanimità della decisione dei docenti.

La questione riguarda un bambino in terza primaria, bocciato a causa di “gravi carenze nelle abilità propedeutiche ad apprendimenti successivi,” e non, come sostenuto dalla madre nel ricorso, per le numerose assenze dovute a problemi di salute. La sentenza chiarisce che l’alunno è rimasto a un livello di “in via di prima acquisizione” in 26 dei 28 obiettivi di valutazione.

Un elemento chiave è l’unanimità della decisione dei docenti, che secondo la sentenza, avrebbero valutato che il bambino “non possiede i requisiti minimi per la quarta”. Tale aspetto acquisisce particolare rilevanza in quanto il decreto legislativo 62 del 2017 permette la non ammissione alla classe successiva “solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione”.

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