Alunno autistico bocciato, Sasso: “Individuare una proposta per completare il percorso formativo”

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La storia dei genitori che chiedono alla scuola di bocciare il figlio autistico perché non avrebbe raggiunto gli obiettivi formativi previsti dal PEI è arrivata anche al sottosegretario Rossano Sasso, che ha peraltro la delega su inclusione scolastica. Il deputato della Lega ha risposto con un lungo post ai due genitori spiegando di aver preso contatti con la scuola e il Ministro della Disabilità e le istituzioni locali per trovare una soluzione.

Genitori ragazzo autistico chiedono sia bocciato: non ha conseguito gli obiettivi del PEI. La scuola dice no

Il caso che ha avuto la gentilezza di sottopormi merita una riflessione puntuale, che deve necessariamente tenere conto delle condizioni particolarissime in cui si è svolto l’ultimo anno scolastico. Limitandosi ad analizzare le norme più volte richiamate nel carteggio intercorso tra lei e la dirigente della scuola di A., non c’è dubbio che vada fatta salva l’autonomia decisionale dell’istituto e l’esclusiva competenza del consiglio di classe a valutare il percorso educativo e formativo svolto dal ragazzo“, scrive Sasso.

Non c’è dubbio, inoltre, che i ragazzi come A., che più di altri traggono linfa vitale dai momenti di aggregazione e di socialità, abbiano sofferto una deprivazione affettiva e culturale che non può non avere avuto ripercussioni sul loro percorso scolastico“, continua il sottosegretario.

Comprendo benissimo l’eccezionalità della situazione che tutta la comunità scolastica si è trovata a dover gestire in questi mesi, con dirigenti, docenti e personale che hanno dato dovunque prove ammirevoli di abnegazione e spirito di servizio. Ma la stessa eccezionalità non può non essere presa in considerazione in tutti i passaggi valutativi che riguardano gli studenti“, prosegue il deputato della Lega.

Sasso spiega: “Mi sono dunque permesso di avviare una interlocuzione con la dirigente scolastica del Liceo M., con l’amministrazione del Comune di S., con la collega Alessandra Locatelli, assessore alla Disabilità della Regione Lombardia, e con il ministro Erika Stefani, che come sempre ha risposto all’appello con estrema sensibilità. Va individuata, nel più breve tempo possibile, una proposta concreta che consenta ad A. di completare al meglio il percorso formativo. Così da poter approcciare anche il mondo del lavoro con la necessaria serenità e sentendosi effettivamente pronto per una nuova sfida“.

Poi conclude: “Quando le norme non ci assistono, in attesa di cambiarle, vanno messi in campo buon senso e cuore. Gli stessi elementi imprescindibili che guidano l’agire quotidiano di un bravo insegnante, di un genitore amorevole, di un uomo delle Istituzioni responsabile. Altrimenti nobili concetti come inclusione e solidarietà restano mere dichiarazioni di principio, mentre devono tradursi in atti, fatti, soluzioni. Solo così non si lascia davvero indietro nessuno. E ragazze e ragazzi come A., una volta fuori da scuola, non dovranno più trovare il deserto“.

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