Alunni plusdotati ad alto potenziale intellettivo: possono saltare anni di scuola?

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In un articolo di qualche giorno fa avevamo parlato di un possibile ritorno alla scuola dell’infanzia per un bambino iscritto e frequentante il primo anno della classe primaria. Oggi approfondiremo il caso opposto e cioè la possibilità per un alunno particolarmente eccellente di saltare anni di scuola anticipando ed abbreviando quello che è il percorso tipico di studi nel nostro paese.

Alunni con alto potenziale intellettivo – Chi sono

Definiti Gifted children in ambito internazionale, sono bambini plusdotati: posseggono, cioè, un alto potenziale intellettivo ed a volte riescono ad essere un punto di riferimento, una guida per l’intero gruppo classe; hanno prestazioni superiori del 10% rispetto agli altri bambini. Nello specifico sono dotati di:

  • una spiccata capacità cognitiva;
  • una particolare attitudine scolastica:
  • elevata creatività:
  • buona capacità di leadership;
  • una naturale inclinazione verso le arti visive e dello spettacolo.

Alunni con alto potenziale intellettivo: rientrano tra i BES

Il Miur ha definito corretta la prassi di quelle scuole che, in seguito alla pubblicazione della Direttiva del 27/12/2012, hanno considerato gli alunni con un alto potenziale intellettivo nell’ambito dei Bisogni Educativi Speciali. Solo così, infatti, è possibile attuare la personalizzazione degli insegnamenti, la valorizzazione degli stili di apprendimento individuali e il principio di responsabilità educativa. D’altra parte qualora per tali alunni non si procedesse a personalizzare l’insegnamento, non si farebbe che demotivarli con tutte le conseguenze negative del caso.

La nota Miur n. 562 del 3 aprile 2019, volta a fornire chiarimenti in merito agli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES), dedica un paragrafo agli alunni “plusdotati”, ossia con un elevato potenziale intellettivo:

In base alle segnalazioni ricevute dalle scuole e alle comunicazioni scientifiche dei settori accademici di riferimento, emerge come fra la popolazione scolastica siano presenti bambini ad alto potenziale intellettivo, definiti Gifted children in ambito internazionale. A seguito dell’ emanazione della Direttiva 27.12.2012, molte istituzioni scolastiche hanno considerato tali alunni e studenti nell’ ambito dei Bisogni Educativi Speciali. Tale prassi, assolutamente corretta, attua la prospettiva della personalizzazione degli insegnamenti, la valorizzazione degli stili di apprendimento individuali e il principio di responsabilità educativa. Anche in questo caso la strategia da assumere è rimessa alla decisione dei Consigli di Classe o Team Docenti della primaria che, in presenza di eventuali situazioni di criticità con conseguenti manifestazioni di disagio, possono adottare metodologie didattiche specifiche in un’ottica inclusiva, sia a livello individuale sia di classe, valutando l’eventuale convenienza di un percorso di personalizzazione formalizzato in un PDP.”

Perché la nota M.I. parla di situazioni di criticità in riferimento agli alunni plusdotati

Potrebbe sembrare controintuitivo che degli alunni con un’intelligenza superiore manifestino degli atteggiamenti difficili al punto da spingere i Docenti a considerare i medesimi come elementi di disturbo. Già, perché il problema non è lo sviluppo intellettivo di questi bambini ma la loro sfera emozionale; capita frequentemente che un alto potenziale cognitivo spinga questi allievi a sviluppare capacità di ragionamento molto più elevate, ad essere in grado di rapportarsi alla pari con persone adulte; ma emotivamente hanno una dimensione che spesso non è in equilibrio con quella cognitiva.

Un esempio pratico è quello di evitare di creare troppe aspettative in tali bambini. Far vivere loro queste speciali capacità nella maniera più tranquilla possibile, bilanciando la spinta a migliorare sempre di più con il semplice ragionamento che sono pur sempre dei bambini come tutti gli altri.

É fondamentale da parte dei docenti l’identificazione precoce degli alunni plusdodati

I bambini plusdodati si confrontano difficilmente con i coetanei, preferendo relazionarsi con gli adulti, in quanto si sentono maggiormente capiti e di conseguenza accettati. Spesso si isolano, diventano scontrosi, hanno una particolare sensibilità per i temi sociali e un profondo senso di giustizia nell’ambito di tutto ciò che accade nel mondo.

Ecco perché saper riconoscere precocemente questi bambini è importante per evitare che si creino situazioni di rischio o di problematicità. Non è infrequente, infatti, che un bambino ad alto potenziale non riconosciuto in modo adeguato, e quindi non ben supportato a scuola, possa andare incontro a situazioni di underachievement (sottorendimento) o di drop–out (uscita dal contesto scolastico).

La tematica in Italia è sempre più sentita tanto che negli ultimi anni si sono moltiplicati i corsi di formazione rivolti ai docenti con gli obiettivi finali riferiti:

  • all’acquisizione di specifiche competenze per il riconoscimento e l’accompagnamento degli alunni con alto potenziale cognitivo.
  • competenze nella progettazione di percorsi curricolari, attività didattiche e interventi di valorizzazione di questo tipo di alunni.

Alunni plusdodati – Normativa – Possibile il salto di classe?

Il nostro Paese, a differenza di molti altri Stati europei ed extraeuropei, non ha ancora emanato una legge volta a supportare i bisogni degli studenti ad alto potenziale cognitivo. Quindi, come accennato sopra con la nota ministeriale, è auspicabile la redazione del PDP da parte del consiglio di classe.

Quello che si può fare è [non ha a che fare generalmente con gli alunni plusdodati, anche perché, in questi casi, non sono pochi mesi o un anno di anticipo a fare una gran differenza]:

Anticipi di ammissione alla scuola infanzia e primaria

  • possono iscriversi alla scuola dell’infanzia i bambini che compiono tre anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.
  • possono iscriversi alla scuola primaria i bambini che compiono sei anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.
  • È possibile, altresì, nella scuola primaria e nell’ambito della preparazione parentale, anticipare il percorso scolastico di un anno mediante un apposito esame di idoneità che consente il passaggio diretto alla seconda elementare senza frequentare la prima classe. Tale possibilità non è consentita a chi si avvale dell’anticipo di iscrizione alla scuola primaria [punto 2, poco sopra]

Esami di maturità un anno prima

La norma in questione è il DPR 122 del 2009, che all’articolo 6 recita:

Sono ammessi, a domanda, direttamente agli esami di Stato conclusivi del ciclo gli alunni che hanno riportato, nello scrutinio finale della penultima classe, non meno di otto decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline e non meno di otto decimi nel comportamento, che hanno seguito un regolare corso di studi di istruzione secondaria di secondo grado e che hanno riportato una votazione non inferiore a sette decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline e non inferiore a otto decimi nel comportamento negli scrutini finali dei due anni antecedenti il penultimo, senza essere incorsi in ripetenze nei due anni predetti. Le votazioni suddette non si riferiscono all’insegnamento della religione cattolica.”

Se un alunno, plusdodato o meno, saltasse la classe prima della scuola elementare ed in più anticipasse di un anno gli esami di maturità, potrebbe diplomarsi all’età di 16/17 anni e di conseguenza laurearsi [triennale] ad appena 20. É il caso recente di Giorgio Panichi, il più giovane laureato d’Italia in Ingegneria fisica al Politecnico di Milano.

Naturalmente l’argomento degli alunni plusdotati sta a cuore dei docenti, esperti, psicologi, pediatri, medici in generale nella direzione della comprensione di questi speciali alunni cercando di accompagnare loro in un percorso di vita scolastica che sia proficuo da molteplici punti di vista: relazionale, comportamentale, sociale, emozionale, affettivo, cognitivo etc. Che poi un alunno si diplomi a 15 a 20 anni non è il fulcro della questione anche se una regolamentazione a livello ministeriale sarebbe auspicabile, in nome della libertà di un alunno particolarmente eccellente di correre in maniera diversa dai suoi coetanei non solo dal punto di vista dei programmi didattici ma anche temporali con salti di annualità.

Bambino prima classe primaria, può tornare all’infanzia se i genitori lo richiedono? – Orizzonte Scuola Notizie

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