Alunni italiani e stranieri stanno in classi separate. E’ polemica, ma la scuola difende la scelta didattica

di redazione
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A Pioltello, in provincia di Milano, scoppia quello che sul Giorno viene definito il caso delle classi “ghetto”.

La scuola media Iqbal Masih ha due classi a tempo pieno, una con alunni con cognomi stranieri e un solo italiano, l’altra con la maggioranza di cognomi italiani.

Si parla di cognomi e non di nazionalità, ci tiene a precisare la scuola, poiché quasi tutti gli alunni sono di seconda generazione.

“La scuola ha fatto una scelta grave, è un gesto da stigmatizzare. Non solo prendo le distanze da quanto accaduto, ma lancerò un tavolo politico con tutti i presidi delle nostre scuole affinchè in futuro non si ripetano situazioni simili”, ha affermato l’Assessore alla Scuola, Maria Gabriella Baldaro.

Non si è fatta attendere la risposta da parte della scula, che difende la scelta e la motiva dal punto di vista didattico. A parlare al quotidiano è il Collaboratore del Preside Basiglio Prestileo “La nostra scuola non ha classi ghetto, non ci stiamo ad essere tacciati in questo modo. Avevamo 30 ragazzi iscritti al tempo prolungato ma non potevamo formare un’unica classe per la presenza di due alunni con disabilità e tre nuovi arrivati in Italia, che non conoscono la nostra lingua. I ragazzi non sono stati divisi per nazionalità, la maggioranza degli alunni ha cognomi stranieri ma è di nazionalità italiana. Per noi conta il livello di scolarizzazione, i nostri ragazzi sono tutti allo stesso livello, le classi sono assolutamente equilibrate”.

Il collaboratore prosegue  “È vero che alcune famiglie italiane hanno fatto pressioni sul preside, ma questo succede sempre e questo non ci ha mai condizionato . Un bambino nato in Italia che arriva all’asilo e continua fino alle medie, non è da meno rispetto a chi ha un cognome italiano”.

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