Alunni con epilessia, come procedere: scarica un esempio di regolamento

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I Dirigenti scolastici devono dedicare particolare attenzione alla gestione di alunni e studenti affetti da epilessia accertata, in particolare è consigliabile che l’istituzione scolastica si doti di apposito regolamento interno che disciplini procedure da attuare e individui e attribuisca specifici compiti al personale scolastico, in presenza di un’emergenza durante i momenti in cui l’alunno si trovi all’interno del contesto scolastico.

Il presente contributo fornisce chiarimenti sul concetto di epilessia, propone consigli pratici e fornisce da ultimo un esempio di regolamento che le scuole possono adottare.

Epilessia, di cosa si tratta.

L’epilessia è una tra le più diffuse malattie neurologiche, dovuta a predisposizione genetica o a lesioni cerebrali. Si manifesta principalmente attraverso crisi caratterizzate da “contrazione muscolare involontaria, seguita da rilassamento”. Si tratta di scosse violente e ritmiche che coinvolgono sia gli arti inferiori che quelli superiori che risultano prima ravvicinate ed in seguito si diradano fino a scomparire. Al termine di questa fase il soggetto si trova in uno stato “post critico” ed il suo corpo lentamente cerca di riprendersi.

La maggior parte delle crisi termina entro pochi minuti e non cagiona danni al soggetto.

I fattori che possono facilitare le crisi sono: stress, ansia, affaticamento, privazione di sonno, stimolazioni luminose o acustiche, ciclo metruale, etc.

La malattia interessa in media l’1% della popolazione. Si manifesta per la prima volta di solito nei primi anni di vita (entro i 12 anni) con conseguenze negative sullo sviluppo psicomotorio e conseguenti ricadute sul piano sociale e relazionale. 

Se ne deduce pertanto che sono i bambini i più colpiti dall’epilessia. Per questo assume enorme rilevanza una adeguata risposta al fenomeno da parte del contesto scolastico.

La sensibilizzazione degli alunni.

Dedicare momenti educativi e spazi di confronto sul tema dell’epilessia non può che agevolare la sensibilizzazione degli alunni sul tema, aumentandone la consapevolezza e fugando eventuali pregiudizi. Inoltre questo favorisce l’inclusione e l’inserimento in classe dell’alunno affetto da crisi epilettiche, evitando discriminazioni e disagi dell’alunno e anche della famiglia.

Si segnala in proposito che il 14 febbraio è la giornata internazionale sull’epilessia: questa può essere l’occasione per promuovere a scuola una maggiore consapevolezza sul tema, anche promuovendo incontri con esperti esterni.

La formazione adeguata del personale scolastico.

In materia, sono due le criticità da affrontare: il primo soccorso qualora si verifichino crisi epilettiche a scuola e la eventuale somministrazione di farmaci in orario scolastico.

Il dirigente scolastico, nella sua qualità di datore di lavoro, deve predisporre l’opportuna formazione del personale docente e, in accordo con il DSGA, del personale A.T.A. in merito alla gestione delle crisi epilettiche degli alunni iscritti nell’istituzione scolastica.

In questi casi, infatti, la presenza di personale adeguatamente formato che sappia agire correttamente e con tempistiche ristrette può interrompere la crisi ed evitare ben più gravi conseguenze.

Sarà utile che la famiglia dell’alunno venga coinvolta e si crei un ambiente disteso e di collaborazione con il corpo docente della classe, grazie al quale si favorisca lo scambio di informazioni periodico, per permettere di agire con prontezza e consapevolezza. Gli insegnanti devono conoscere le caratteristiche del disturbo, così da potere affrontare responsabilmente le eventuali crisi, in accordo con la famiglia. I genitori a loro volta devono informare correttamente gli insegnanti.

Consigli utili.

In presenza di una crisi è opportuno seguire i seguenti comportamenti:

  • Mantenere la calma e non farsi prendere dal panico;
  • Sdraiare il soggetto e posizionare qualcosa di morbido sotto il capo;
  • Togli accessori che possano cagionare pericolo (occhiali, etc.) e allenta gli indumenti (cinture, etc.);
  • Non bloccare o trattenere il soggetto durante la crisi;
  • Evitare affollamenti attorno;
  • Non tentare di aprirgli forzatamente la bocca;
  • Non introdurre in bocca oggetti né cibo;
  • Girare su un lato il soggetto;
  • Osservare tempi e modalità di quanto accade, in modo da relazionare l’evento successivamente alla famiglia e al medico, ai fini dell’eventuale ridefinizione della terapia del soggetto.

Da ultimo, ove la crisi perdurasse per più di 5 minuti si consiglia di contattare il 118 e procedere all’eventuale somministrazione dei farmaci prescritti dal medico e la cui somministrazione è stata preventivamente autorizzata dai genitori/tutor.

Non meno importante sarà avvisare tempestivamente la famiglia dell’accaduto.

Di questi comportamenti può essere opportuno creare una checklist, da apporre in classe, per permettere a tutti di prendere visione delle pratiche consigliate.

Somministrazione dei farmaci.

In merito alla eventuale somministrazione di farmaci all’alunno epilettico, si rimanda a quanto disposto da Linee Guida del Miur del 25 novembre 2005 e la Circolare Miur n. 321 del 10 gennaio 2017.

Sarà dunque necessario richiedere per iscritto la disponibilità al personale scolastico ad eseguire le prescrizioni specificatamente indicate in apposita certificazione medica da allegarsi ad altrettanto specifica richiesta dei genitori.
Non vige un obbligo a carico del personale di dare la propria disponibilità alla somministrazione del farmaco. In questi casi, il Dirigente scolastico dovrà cercare all’esterno la collaborazione necessaria: associazioni di volontariato, l’ente locale, l’ASL, etc.

Ove non si individuassero soggetti disponibili alla somministrazione dei farmaci, il Dirigente scolastico è tenuto a darne comunicazione formale e motivata ai genitori e, opportunamente, al Sindaco del Comune di residenza dell’alunno per cui è stata avanzata la relativa richiesta.

In allegato, format editabile di regolamento sulla gestione dei casi di epilessia, adottabile dal Dirigente scolastico. Il documento costituisce un buon esempio che le scuole possono seguire, modificare ed integrare.

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