Alunni con DSA, entro il primo trimestre la scuola predispone il PDP: cos’è, contenuti e modelli

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La legge 8 ottobre 2010, n. 170 riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, denominati DSA. Le Linee guida allegate al DM 2 luglio 2011 forniscono alcune indicazioni per realizzare interventi didattici individualizzati e personalizzati, per utilizzare gli strumenti compensativi e per applicare le misure dispensative.

Cosa sono i quattro disturbi DSA, che possono sussistere separatamente o insieme:

  • per dislessia si intende un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell’imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura.
  • per disgrafia si intende un disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica.
  • si intende per disortografia un disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nei
    processi linguistici di transcodifica.
  • si intende per discalculia un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell’elaborazione dei numeri.

La didattica personalizzata

Gli alunni con DSA, secondo la legge 170/2010, hanno diritto a una didattica personalizzata.

La didattica personalizzata – spiegano le Linee guida – calibra l’offerta didattica, e le modalità relazionali, sulla specificità ed unicità a livello personale dei bisogni educativi che caratterizzano gli alunni della classe, considerando le differenze individuali soprattutto sotto il profilo qualitativo; si può favorire, così, l’accrescimento dei punti di forza di ciascun alunno, lo sviluppo consapevole delle sue ‘preferenze’ e del suo talento.

La didattica personalizzata si sostanzia attraverso l’impiego di una varietà di metodologie e strategie didattiche, tali da promuovere le potenzialità e il successo formativo in ogni alunno: l’uso dei mediatori didattici (ad esempio schemi, mappe concettuali), l’attenzione agli stili di apprendimento, la calibrazione degli interventi sulla base dei livelli raggiunti, nell’ottica di promuovere un apprendimento significativo.

Il PDP

La scuola predispone, nelle forme ritenute idonee e in tempi che non superino il primo trimestre scolastico, il PDP, Piano didattico personalizzato.

I contenuti minimi del PDP:

  • dati anagrafici dell’alunno;
  • tipologia di disturbo;
  • attività didattiche individualizzate;
  • attività didattiche personalizzate;
  • strumenti compensativi utilizzati;
  • misure dispensative adottate;
  • forme di verifica e valutazione personalizzate.

Il PDP deve essere articolato per le discipline coinvolte nel disturbo.

Le Linee guida sottolineano che nella predisposizione della documentazione “è fondamentale il raccordo con la famiglia, che può comunicare alla scuola eventuali osservazioni su esperienze sviluppate dallo studente anche autonomamente o attraverso percorsi extrascolastici”.
Sulla base della documentazione, nei limiti della normativa vigente, vengono predisposte le modalità delle prove e delle verifiche in corso d’anno o a fine ciclo.

Nella sezione dedicata del Ministero sono disponibili due modelli di PDP per la scuola primaria e la secondaria.

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