350 mila studenti con disturbi specifici di apprendimento. Nuove metodologie per ridurre dispersione

di redazione
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L’Associazione “Il Laribinto, Progetti Dislessia Onlus”, in collaborazione con Canalescuola,Rotary Mi-Monforte e FiDA (Federazione Italiana Dislessia Apprendimento), ha organizzato un convegno a Milano, nel corso del quale sono stati forniti i dati relativi agli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA).

Alunni con DSA: quali disturbi

I disturbi specifici d’apprendimento riguardano le difficoltà nella lettura, nella scrittura e nel calcolo.

Alunni con DSA: dati

Gli alunni con DSA, come riferisce l’Ansa, ammontano a 350mila, ossia il 3% della popolazione scolastica.

Il 4,5% dei summenzionati alunni si trova nelle regioni del Nord-Est, raggiungendo numeri elevati in Lomabardia dove gli studenti con DSA sono 100mila.

Negli Istituti tecnici e professionali la percentuale di alunni con DSA è pari al 15%.

Alunni con DSA: come intervenire

L’individuazione degli alunni con DSA avviene principalmente grazie all’impegno della scuola che, con appositi interventi, può far superare le difficoltà e far completare, conseguentemente, il percorso di studi.

La scuola dovrebbe intervenire modificando i metodi di insegnamento. Ad esempio, affermano gli esperti presenti al convegno, l’alunno potrebbe imparare la lezione a casa anche con l’ausilio di tecnologie elettroniche e poi discuterla a scuola insieme al docente.

Le potenzialità degli studenti con DSA, afferma Maria Dimita, presidente FiDA “è sviluppare le loro potenzialità attraverso la creazione e il supporto di nuovi stili e modalità di apprendimento, più visive che scritturali, e tecniche specifiche alla problematica in atto. Metodologie, supportate anche dall’utilizzo di device elettronici che per questi ragazzi possono diventare un efficace strumento per favorire la comprensione e apprendimento della lezione. Una realtà invece ancora molto lontana dall’attuale impostazione scolastica in cui questi ragazzi sono spesso ‘esclusi’ dai normali percorsi”.

E’ un errore, prosegue Dimita, indirizzare i ragazzi con DSA verso gli Istituti tecnici e professionali, ove si raggiungono punte del 15%, in quanto anche gli studenti dei licei senza alcun disturbo incontrano difficoltà.

Se non si modificano le metodologie, conclude FIDA, la conseguenza è l’aumento dei tassi di abbandono scolastico. I nuovi metodi, inoltre, potrebbero determinare un cambio significato dell’acronimo DSA, attualmente Disturbi Specifici di Apprendimento, in Diversi Stili di Apprendimento, “liberando”i giovani con queste difficoltà dall’etichetta scorretta e ingiustificata di malati.

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