Alunni con disabilità, mancano gli assistenti: in classe ci vanno i genitori

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Ogni inizio anno scolastico, purtroppo, non ci sono solo i problemi delle cattedre vuote, comprese ovviamente quelle sul sostegno. Ancora più complicato il fenomeno della mancata assistenza agli studenti con disabilità, diffuso un po’ in tutta Italia.

Dunque, ammesso si riesca a trovare già ad inizio anno scolastico l’insegnante di sostegno, la stessa cosa non può dirsi per gli ASACOM, gli assistenti all’autonomia e comunicazione, che a scuola arrivano tramite appalti di cooperative sociali. Ma i tempi sono sempre lunghi.

Per questo nelle prime settimane di scuola capita spesso che insieme all’insegnante di sostegno ci sia proprio un genitore. Come nelle storie raccontate da Il Fatto Quotidiano.

Mauro, 11 anni, di Lecce, affetto da diparesi spastica dalla vita in giù, ha iniziato la scuola ma oltre ai professori, in classe, per ora e non si sa per quanto tempo, ci andrà anche la mamma perché l’assistente ad personam non c’è.

Su 290 mila alunni con disabilità – secondo le stime di Vincenzo Falabella, presidente e legale rappresentante della Fish, Federazione italiana superamento handicap – circa il 40% anche quest’anno si è seduto tra i banchi senza l’assistente ad personam.

Bambini e ragazzi che magari non hanno per settimane il docente di sostegno e che nemmeno possono contare su questa figura nominata dagli enti locali su richiesta dei dirigenti scolastici.

Si segnala il caso della provincia di Siracusa: la Regione Sicilia ha erogato alle Città metropolitane e ai Liberi consorzi le risorse destinate per il 2023 ma all’inizio dell’anno scolastico, gli studenti con disabilità degli istituti superiori della provincia di Siracusa, per l’ennesimo anno consecutivo, sono rimasti sprovvisti.

A Cosenza sono gli stessi operatori a raccontare la loro situazione: “Ad oggi i nostri studenti sono da soli in classe per le continue negligenze da parte delle istituzioni territoriali. Per diverso tempo, per quanto riguarda la secondaria di secondo grado, la Regione ha affidato il servizio alla Provincia che tra alti e bassi lo ha gestito fino a giugno dell’anno scolastico 2022/23 appena terminato. Per mancanza di personale amministrativo, l’ente provinciale la fine di agosto ha deciso di pubblicare, senza preavviso, un bando per affidare ad una cooperativa esterna il suddetto servizio. Questo bando con scadenza il 6 settembre 2023 (ad una settimana dall’inizio dell’anno scolastico), il “caso” ha voluto andasse deserto”.

Il problema è duplice – spiega ancora Falabella – . Da una parte gli appalti spesso non vengono avviati nei tempi previsti al punto che la burocrazia impedisce di avere gli assistenti per settembre dall’altro spesso i Comuni non pianificano a dovere e hanno risorse esigue. Risultato? La pagano i nostri figli”.

Basterebbe fare i bandi per le cooperative che assumono queste figure a giugno. Inoltre va costruito un sistema di garanzie; non possiamo lasciare alla discrezionalità del sindaco la garanzia di un diritto”, aggiunge.

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