Alunni con difficoltà di apprendimento non riconosciuti dalle commissioni invalidi

di Lalla
ipsef

Lucia Sartori, Dirigente Scolastico ISISS "P.Giordani" di Parma – I sottoscritti docenti dell’ISISS “P.Giordani” di Parma con la presente intendono porre l’accento sui risvolti negativi e sui notevoli disagi derivanti dall’applicazione della L. R. 4/08.

Lucia Sartori, Dirigente Scolastico ISISS "P.Giordani" di Parma – I sottoscritti docenti dell’ISISS “P.Giordani” di Parma con la presente intendono porre l’accento sui risvolti negativi e sui notevoli disagi derivanti dall’applicazione della L. R. 4/08.

A seguito delle verifiche delle Commissioni invalidi operanti nei distretti della Provincia, si è evidenziata la presenza, soprattutto nelle classi prime, di allievi con grosse difficoltà di apprendimento i quali:

1.già riconosciuti in passato, per decisione del neuropsichiatra e/o delle rispettive commissioni hanno perso la certificazione e conseguentemente il sostegno;

2.non hanno mai avuto un supporto da parte di un docente di sostegno, in quanto ritenuti non certificabili i disturbi di apprendimento manifestati.

Demandare, come di fatto avviene, ad un solo insegnante (quello curricolare) la gestione di gruppi-classe particolarmente articolati e problematici, oltreché numerosi, è, a nostro parere, un forte segnale di trascuratezza nei confronti della scuola e della sua funzione.
Una valutazione obiettiva dei gruppi-classe evidenzia viceversa la necessità di potenziare la funzione del sostegno all’apprendimento e di generalizzarla alla classe anche in assenza di allievi certificati, tramite una compresenza di due docenti almeno nel biennio e ogniqualvolta il consiglio di classe ne ravvisi la necessità.

Deploriamo una volta di più i recenti tagli a carico (anche) dei docenti di sostegno, tagli che ci sembrano incomprensibili dal momento che producono un doppio danno sociale:
si lascia insoddisfatta parte della domanda proveniente dall’utenza (gli allievi e le loro famiglie);
e nel contempo
sono preclusi posti di lavoro ad aspiranti docenti.

Ci preme sottolineare che in alcuni casi la perdita della certificazione, e del sostegno che essa garantiva, configurano un vero e proprio abbandono “al suo destino” dell’allievo in difficoltà, per il quale la frequenza a scuola diviene una frustrante esperienza di insuccessi (brutti voti), che facilmente può portare all’abbandono scolastico e sociale.

Pertanto, esprimendo forti riserve su una procedura di “decertificazione” basata su una decisione unilaterale di personale extrascolastico

CHIEDIAMO

che l’assegnazione della certificazione ai fini del sostegno scolastico e il riconoscimento dell’invalidità, essendo diversamente finalizzati e non necessariamente sovrapponibili negli esiti, rimangano disgiunti;

che l’eventuale mancato rinnovo della certificazione debba necessariamente ottenere parere favorevole del Consiglio di Classe, parere che, in quanto fondato su osservazioni sistematiche, articolate, approfondite ed oggettive (verifiche) dell’allievo in questione, ci sembra ineludibile;

che vengano rivisti i criteri di applicazione della normativa, in quanto non è pensabile che un soggetto con R.M. lieve non possa avere le possibilità che altri hanno di vedersi supportato in quel “progetto di vita” tanto osannato da tutti gli esperti dell’inclusione scolastica, solamente perché il proprio potenziale intellettivo (Q.I.) è compreso nella fascia superiore ai 70. Anzi, poiché proprio i soggetti cognitivamente meno compromessi (R.M. lieve, borderline, DSA, difficoltà di apprendimento attualmente non certificate) presentano le maggiori possibilità di recupero, riteniamo che in particolare su tali soggetti sia opportuno concentrare lo sforzo didattico-educativo.

Fiduciosi che trenta anni di inclusione scolastica non possano essere dispersi nel nulla, senza valorizzare le fatiche e gli obiettivi sin qui raggiunti, chiediamo di ascoltare la voce della scuola.

Seguono le firme di 139 docenti

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