Alunni con BES scuola infanzia: no PDP ed evitare “precocismo” nell’insegnamento della letto-scrittura

di redazione
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Il Miur, come riferito, ha fornito dei chiarimenti in merito agli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES).

MIUR, alunni con BES per esami di Stato e studenti con alto potenziale. Nota chiarimento

Tra le indicazioni fornite alcune sono dedicate alla scuola dell’infanzia. Vediamo quali, ricordando anche il valore che assume per gli studenti di tutti i gradi di istruzione il Piano Didattico Personalizzato.

Alunni con BES: Piano Didattico Personalizzato (PDP)

Il PDP, scrive il Miur, non deve essere un adempimento burocratico, ma deve fondarsi sul principio della “cura educativa”, fondato sulla responsabilità dei team docenti e dei consigli di classe e sulla corresponsabilità dell’azione educativa, al fine di consentire il raggiungimento degli obiettivi previsti secondo il ritmo e lo stile di apprendimento di ciascuno.

Il PDP, in definitiva, deve dichiarare e sistematizzare gli interventi educativi e didattici, coinvolgere attivamente la famiglia, garantire la verifica e il monitoraggio degli obiettivi raggiunti.

Alunni con BES scuola dell’infanzia

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia, qualora dall’osservazione sistematica emerga che un alunno presenti elementi riferibili a condizioni particolari e a bisogni educativi speciali, il Miur suggerisce di non procedere all’elaborazione di un PDP, ma di fare riferimento a un profilo educativo o ad un altro documento di lavoro che la scuola può elaborare autonomamente.

Si suggerisce, inoltre, di evitare il precocismo nell’insegnamento della letto-scrittura, ossia l’avvio di attività precipuamente didattiche, anche perché la certificazione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento non può essere rilasciata prima del termine del secondo anno di scuola primaria.

Nonostante quanto detto sopra, il Ministero evidenzia che proprio negli anni dell’infanzia iniziano a manifestarsi situazioni di problematicità che soltanto in un secondo tempo si rivelano come veri e propri disturbi.

Pertanto, è molto importante svolgere osservazioni sistematiche e coerenti rispetto ai comportamenti attesi, sulla base dell’ età anagrafica, da parte di ciascun bambino. Ciò anche al fine di dare continuità all’azione pedagogica e rafforzando un dialogo fra gli insegnanti della scuola dell’ infanzia e gli insegnanti della scuola primaria.

nota miur bes

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