Alunni che scappano da scuola, si cerca ‘il colpevole’: i docenti che devono sorvegliare 25 studenti oppure i collaboratori scolastici che non bastano mai?

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Non è un fenomeno assolutamente nuovo. Anzi. E’ piuttosto vecchio. Alunni, più o meno piccoli, che decidono di non voler stare a scuola e riescono a scappare per andare a giocare fuori o tornare a casa.

Solo negli ultimi giorni abbiamo riportato tre casi: la storia dell’11enne della periferia di Bologna affetto da sindrome di down che era uscito da scuola e dopo un’ora e mezza di ricerche è stato trovato a Casalecchio di Reno.

C’è stato poi “il viaggio” dello studente di Pontedera per andare a vedere il Colosseo, a Roma.

E l’ultimo, in ordine cronologico, il caso due bimbi di una scuola primaria di Bologna, che durante la ricreazione, invece di andare in bagno sono usciti sono usciti da una porta spingendo il maniglione antipanico per recarsi ad un parco nelle vicinanze.

Questi tre episodi, piuttosto diversi, hanno però suscitato una valanga di commenti dei nostri utenti sui nostri canali social. Alla base di questo dibattito c’è la ricerca di “un colpevole”, ovvero si cerca di capire il perché avvengono tali situazioni che potrebbero mettere in pericolo gli alunni. E’ un problema di responsabilità dei docenti, che non sorvegliano a dovere in classe? Oppure la responsabilità è dei collaboratori scolastici negligenti? Oppure, i motivi di tali atteggiamenti devono ricondursi ad una cattiva educazione da parte dei genitori nei confronti dei loro figli?

In molti hanno le idee chiare sul problema:  “Mancano i collaboratori nelle scuole di tutto il paese ( o paesello?) Spesso, non per colpa loro ma per l’esiguo numero, al piano non c’ è alcun collaboratore. Ci si è riempiti la bocca di sdoppiare le “classi pollaio’ ma ancora ci sono classi con 24/ 27 alunni, spesso con alunni che avrebbero bisogno/ diritto di ins di sostegno e/ o educatore e/o potenziamento( che ahimè viene utilizzato come tappabuchi)… Di cosa stiamo parlando? Di diritto allo studio? Di sicurezza? Di inclusione? Le richieste di chi opera nelle scuole, docenti e Ata, non vengono ascoltate da anni…

Continuate pure con classi pollaio e riduzione del personale Ata e ne seguiranno di sciagure. 2 occhi non possono vigilare 25 bambini e il più delle volte con problematiche non certificate. La scuola italiana sembra veramente alla frutta

Per molti utenti, dunque, “ i genitori sono solo bravi a puntare il dito contro i docenti!!!” e soprattutto, vivendo ogni giorno i problemi della scuola, pongono l’attenzione anche sulle carenze di organico di collaboratori scolastici.

Nello specifico, in merito all’ultimo episodio dei due bimbi scappati: “l’insegnante ne ha tanti da guardare e questi avevano chiesto di andare in bagno. Doveva abbandonare il gruppo classe per controllare chi invece di andare in bagno ha disobbedito andando altrove?

E ancora:”in questo caso specifico l’insegnante non ha nessuna colpa perché vigilava tutti gli altri alunni in classe, di sicuro non poteva accompagnarli in bagno, lasciando gli altri soli e poi sono abbastanza grandi di andare soli”.

C’è chi ricorda: “Ora la scuola può adottare un regolamento che preveda l’uscita per andare in bagno solo in fasce orarie in cui possa essere garantita la vigilanza… visti i precedenti. A meno che i genitori non si attivino per trovare un numero adeguato di collaboratori scolastici per tutte le scuole d’Italia che si barcamenano nella gestione di classi pollaio e alunni difficili da contenere e senza sostegno

E infine: “le insegnanti non sono le tate di bimbi piccoli ,non mandiamo a scuola i nostri figli perché gli insegnanti facciano vigilanza, ma perché apprendano varie discipline ed imparino a stare in gruppo. Sapersi comportare e rispettare le regole è un requisito che a 6 anni deve già esserci. Io mi vergognerei profondamente se fossi la madre”.

Si può senza dubbio affermare che ogni circostanza ha le sue dinamiche e non possiamo certamente fissarle una volta per tutte. Però, è altrettanto vero, che non si possono incolpare i docenti, già sottoposti ad un controllo di tantissimi alunni che, se vogliono, riescono ad eludere anche i più attenti, o i collaboratori scolastici, che, come fanno notare in tanti, spesso sono troppo pochi e dunque non riescono a sorvegliare a dovere. Il problema dunque è strutturale, della scuola italiana. Scaricare le colpe sui lavoratori a prescindere non sembra una soluzione ragionevole.

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