Alunni che lasciano prima del tempo, arrivano i primi 500 milioni del PNRR: per Anief è tutto inutile se non si riducono gli iscritti per classe e aumentano gli organici a partire dai territori disagiati

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Contro la dispersione scolastica e l’alto numero di alunni che lasciano prematuramente gli studi è arrivata in questi giorni una prima trance di 500 milioni: la somma fa parte del miliardo e mezzo previsto dal PNRR per questi interventi straordinari, così come indicato nel Decreto n. 170 del 24 giugno 2022.

L’obiettivo dichiarato è la riduzione dei divari territoriali rivolti al I e II grado della scuola secondaria, andando ad operare sugli oltre 800mila studenti a rischio dispersione con attività di tutoraggio o metoring.

Le fasce d’età coinvolte sono tra i 12-18 anni (circa 470mila studenti) e tra i 18 e i 24 anni (circa 350 mila studenti) per ridurre la percentuale di dispersione scolastica portandola entro il 2026 da circa l’attuale 13% al 10,2% come media nazionale.

 

“Condividiamo l’obiettivo e lo stanziamento dei fondi europei per combattere una delle piaghe della scuola italiana quale è la dispersione scolastica – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – , tuttavia non possiamo non osservare che sarà tutto inutile senza un progetto parallelo di riduzione drastica del numero di alunni per classe e di un aumento consistente degli organici dei docenti e Ata. Il potenziamento numerico dei lavoratori dovrà realizzarsi, in particolare, all’interno delle aree territoriali dove c’è un’alta presenza di alunni in ritardo di competenze, non italiani, disabili e appartenenti a famiglie deprivate socialmente e culturalmente. Pensare di vincere l’abbandono scolastico senza questi interventi – conclude Pacifico – significa illudersi e non avere un quadro realistico dei motivi che portano ogni anno diverse decine di migliaia di alunni ad andarsene da scuola per sconfinare quasi sempre nel mondo del neet”.

 

RIPARTIZIONE FONDI E PROGETTI DA REALIZZARE

La ripartizione dei fondi per combattere la dispersione scolastica – scrive oggi Orizzonte Scuola – è avvenuta tramite indicatori oggettivi legati a rischio dispersione, individuando le scuole alle quali finanziare i progetti. Le istituzioni scolastiche coinvolte dovranno progettare le azioni di intervento tenendo conto di 7 elementi cardine: durata delle azioni: piani pluriennali per garantire i primi risultati alla fine del 2024; esperienze di rete: creare reti di scuole, inclusi i CPIA, per creare sinergie territoriali, collaborazioni e scambi, anche attraverso occasioni sistematiche e continuative di gemellaggi; comunità educante, coinvolgimento famiglie e territorio; integrazione tra scuola ed extra scuola: i percorsi dovranno integrare i percorsi curriculari con quelli extra-curriculari, facendo crescere una metodologia che sappia integrare e giovarsi di esperienze multiple; ampliamento del tempo scuola, aprendola durante l’intera giornata utilizzando anche gli spazi del territorio come giardini, musei spazi di associazioni etc. Si richiede anche la collaborazione con le amministrazioni; prevenzione: lo scopo dovrà essere quello di intervenire con tempismo e in modo preventivo, sulla b ase dei segnali di rischio disagio, fragilità e abbandono; potenziamento delle competenze e personalizzazione dei percorsi per i più fragili; continuità nelle fasi di transizione e orientamento: attenzione al passaggio dal I al II ciclo fornendo opzioni chiare di scelta dei percorsi successivi, spazi fisici riconoscibili, tutoring/mentoring personalizzati.

 

All’interno di ogni scuola verrà individuato un team per la prevenzione della dispersione, il quale dovrà essere costituito da personale interno e/o esterno composto da docenti e tutor. Il ruolo del team sarà quello di analizzare il contesto e supportare la scuola nell’individuazione degli studenti a rischio o che abbiano abbandonato la scuola. Il team coadiuverà il dirigente nella progettazione degli interventi.

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