Alunni balbuzienti, con la Dad e le mascherine il disturbo è peggiorato

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Stando ai dati diffusi dalla cooperativa sociale Psicodizione Onlus e ripresi dal Corriere, durante l’ultima Giornata internazionale della balbuzie, è cresciuto il numero di bimbi che hanno iniziato a balbettare o che hanno visto peggiorare il disturbo.

“Nella didattica a distanza non ci si può appoggiare alla mimica – spiega spiega la psicologa ed ex balbuziente Chiara Comastri di Psicodizione -, si è totalmente esposti agli altri con il solo linguaggio per farsi capire. In più ci si può vedere in video come in uno specchio e così ci si accorge di smorfie e piccole forzature a cui magari non si aveva mai fatto caso e che mettono ancora più a disagio: per questo tanti seguono le lezioni con la telecamera spenta. Con l’isolamento tra le mura di casa poi si perdono le abilità relazionali essenziali per il balbuziente, che lo salvano con gli altri”, osserva ancora.

Non solo Dad, anche l’uso della mascherina sarebbe un ulteriore ostacolo “perché diminuisce la vista delle espressioni facciali e rende più faticoso esprimersi”.

E allora, raccomanda Comastri “è indispensabile capire che la balbuzie si può risolvere: non ci si deve convivere, accettando di non esprimere tutte le proprie potenzialità”.

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