Alunni aggressivi, percorsi formativi per genitori al fine di conseguire la “Patente di Padre e Madre”. Lettera

di redazione
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inviato da Antonio Deiara – “Bisognerebbe avere la patente per fare figli!”, si diceva un tempo di fronte ai palesi fallimenti del percorso educativo di alcune famiglie. Oggi, il numero dei genitori che ammettono candidamente “Non so più cosa fare…” con i propri figli  cresce in modo esponenziale. E anziché guardare in faccia la realtà, e affrontarla, madri e padri disperati scaricano sulla Scuola la loro frustrazione, aggredendo docenti, dirigenti e bidelli. Parafrasando Mozart, dal “Così fan tutte (e tutti)” siamo passati al “Non c’è solo mio figlio tra quelli che si comportano male” e al “Non ha mica ammazzato qualcuno”. Risultato: il bullismo cresce a macchia d’olio, la violenza verbale e fisica diventa prassi quotidiana, le famiglie alzano bandiera bianca. Un generale e allarmante senso di impunità attraversa le comunità scolastiche piccole e grandi.

Al di là degli interventi organizzativi, didattici e disciplinari improcrastinabili che il nuovo ministro della Pubblica Istruzione dovrebbe attivare tempestivamente, dopo aver consultato docenti, dirigenti e Ata, credo sarebbe necessario agire con estrema sollecitudine e determinazione sul fronte delle famiglie in difficoltà.

Mi permetto di proporre tre azioni: massicce assunzioni di psicologi, pedagogisti ed educatori da parte dei Servizi sociali dei Comuni; costante intervento degli stessi Servizi sociali nelle famiglie in emergenza educativa, in base anche alle puntuali segnalazioni delle Scuole; decreto legge per stabilire l’obbligo, sentenziato dal Tribunale dei Minori, di “andare a Scuola” per i genitori di ragazzi che si comportano in modo scorretto sia in classe che “in strada”, per i padri che delegano “in toto” l’educazione dei figli alla moglie, per le madri che nascondono sistematicamente le “marachelle” della prole ai mariti, per i coniugi separati che trasformano ragazze e ragazzi incolpevole in “pedine” della loro lotta per un divorzio da vincitori.

Il percorso formativo per madri e padri di alunni e alunne che assumono atteggiamenti aggressivi e/o violenti, sia verbali che fisici, dovrebbe essere certificato dai Servizi Sociali che rilascerebbero una sorta di “Patente di madre” e “Patente di padre”. E i soldi necessari? Togliamoli ai “nuovi corsari” (si parla di oltre 70 miliardi di euro all’anno), sedicenti imprenditori che predano il denaro pubblico per poi, dopo qualche tempo e con i forzieri ricolmi, licenziare i lavoratori e delocalizzare aziende e macchinari in Slovacchia, Romania, Polonia, etc. Quanto ai genitori che aggrediscono docenti, dirigenti e ATA, sarebbe sufficiente metterli in galera e tenerceli per un tempo congruo, magari nella stessa cella che dovrebbe ospitare i “nuovi corsari”.

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