Alunni adottati e protocollo, le funzioni del DS, degli insegnanti e i compiti degli insegnanti: in allegato le schede di raccolta informazioni per scuole Infanzia e Primaria

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Promuove e sostiene azioni finalizzate a favorire il pieno inserimento nel contesto scolastico dell’alunno adottato è la finalità principale cui deve tendere ciascuna scuola e in ciascun contesto geografico. Ma quali sono i compiti delle figure strategiche che si devono occupare di garantire la piena accoglienza e la complessiva inclusone dell’alunno adottato? Cosa accade nelle nostre scuole? Quali sono le figure a cui far riferimento nella scuola? In primis quali compiti ha il dirigente scolastico?

Il dirigente scolastico: ruolo e funzioni

Il dirigente scolastico – si legge nel ben strutturato Protocollo di Accoglienza per alunni adottati” dell’Istituto Comprensivo “Lucantonio Porzio” di Positano (SA) guidato, con una spiccata competenza organizzativa dal DS Prof.ssa Stefania Astarita – al fine di garantire una totale inclusione degli alunni adottati:

  • si avvale della collaborazione di un insegnante referente per l’adozione con compiti di informazione, consulenza e coordinamento;
  • garantisce che nel Piano dell’Offerta Formativa della scuola siano indicate le modalità di accoglienza e le attenzioni specifiche per gli alunni adottati;
  • decide la classe di inserimento dei neo-arrivati, sentiti i genitori e il referente, e presa visione della documentazione fornita dalla famiglia e dai servizi pubblici e/o privati che la accompagnano;
  • acquisisce le delibere dei Collegi dei Docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, nel caso in cui risulti opportuno – data la documentazione acquisita – prevedere la permanenza dell’alunno nella scuola dell’infanzia oltre i 6 anni;
  • garantisce percorsi didattici personalizzati finalizzati al raggiungimento di una adeguata competenza linguistica per consentire l’uso della lingua italiana nello studio delle varie discipline;
  • promuove e valorizza i progetti finalizzati al benessere scolastico e all’inclusione; attiva il monitoraggio delle azioni messe in atto per favorire la diffusione di buone pratiche; garantisce il raccordo tra tutti i soggetti coinvolti nel percorso post-adottivo (scuola, famiglia, servizi pubblici e/o privati del territorio);
  • promuove attività di formazione e aggiornamento, anche in rete.

I compiti del docente referente d’istituto

La funzione del referente d’istituto – si legge nel Protocollo di Accoglienza per alunni adottati” dell’Istituto Comprensivo “Lucantonio Porzio” di Positano (SA) guidato dal DS Prof.ssa Stefania Astarita – si esplica principalmente nel supporto dei colleghi che hanno alunni adottati nelle loro classi, nella sensibilizzazione del Collegio dei docenti sulle tematiche. dell’adozione, nell’accoglienza dei genitori. Nello specifico, svolge le seguenti funzioni:

  • iinforma gli insegnanti (compresi i supplenti) della eventuale presenza di alunni adottati nelle classi;
  • accoglie i genitori, raccoglie da loro le informazioni essenziali all’inserimento e alla scelta della classe e li informa sulle azioni che la scuola può mettere in atto;
  • collabora a monitorare l’andamento dell’inserimento e del percorso formativo dell’alunno;
  • collabora a curare il passaggio di informazioni tra i diversi gradi di scuola;
  • nei casi più complessi, collabora a mantenere attivi i contatti con gli operatori che seguono il minore nel post-adozione;
  • mette a disposizione degli insegnanti la normativa esistente e materiali di approfondimento; promuove e pubblicizza iniziative di formazione;
  • supporta i docenti nella realizzazione di eventuali percorsi didattici personalizzati; attiva momenti di riflessione e progettazione su modalità di accoglienza, approccio alla storia personale, su come parlare di adozione in classe e come affrontare le situazioni di difficoltà.

Il ruolo dei docenti

Coinvolgono tutte le componenti scolastiche utili nel processo di inclusione di alunni adottati al fine di attivare prassi mirate a valorizzarne le specificità, a sostenerne

l’inclusione e a favorirne il benessere scolastico. Nello specifico, quindi:

  • partecipano a momenti di formazione mirata sulle tematiche adottive;
  • propongono attività per sensibilizzare le classi all’accoglienza e alla valorizzazione di ogni individualità;
  • mantengono in classe un atteggiamento equilibrato, evitando sia di sovraesporre gli studenti adottati sia di dimenticarne le specificità;
  • nell’ambito della libertà d’insegnamento attribuita alla funzione docente e della conseguente libertà di scelta dei libri di testo e dei contenuti didattici, pongono particolare attenzione ai modelli di famiglia in essi presentati;
  • creano occasioni per parlare delle diverse tipologie di famiglia esistenti nella società odierna, proponendo un concetto di famiglia fondato sui legami affettivi e relazionali;
  • nel trattare tematiche “sensibili” (quali la costruzione dei concetti temporali, la storia personale, l’albero genealogico, ecc.) informano preventivamente i genitori e adattano i contenuti alle specificità degli alunni presenti in classe;
  • se necessario, predispongono percorsi didattici personalizzati calibrati sulle esigenze di apprendimento dei singoli;
  • tengono contatti costanti con le famiglie ed eventualmente con i servizi pubblici e/o privati che accompagnano il percorso post-adottivo.

Famiglie

Le famiglie, come risaputo, collaborano con la scuola al fine di favorire il benessere e il successo scolastico dei propri figli. Pertanto, come è giustamente annotato dal più volte richiamato eccellente Protocollo di Accoglienza per alunni adottati” dell’Istituto Comprensivo “Lucantonio Porzio”:

  • forniscono alla scuola tutte le informazioni necessarie a una conoscenza del minore al fine di garantirne un positivo inserimento scolastico;
  • nel caso di minori già scolarizzati, raccolgono e comunicano, ove possibile, tutte le informazioni disponibili sul percorso scolastico pregresso;
  • sollecitano la motivazione e l’impegno nello studio del figlio con giusta misura, nel rispetto quindi dei suoi tempi e delle sue possibilità di apprendimento;
  • mantengono contatti costanti con i docenti, rendendosi disponibili a momenti di confronto sui risultati raggiunti in itinere dall’alunno.

Suggerimenti

Ci sembra utile suggerire alcuni criteri che, utilizzati con flessibilità, possono risultare utili nel sostenere i bambini nel complesso percorso di inserimento e frequenza alla scuola:

  • Ritardare l’inserimento a scuola, quando necessario;
  • Scegliere accuratamente, valutando caso per caso, la classe più adatta per l’inserimento scolastico, anche se questo, può essere un anno indietro rispetto all’età anagrafica;
  • Avere cura nella disposizione dei banchi e nell’assegnazione del posto, al fine di favorire una più facile conoscenza ed accettazione;
  • Avere attenzione al clima di classe e disponibilità al dialogo con gli studenti e all’ascolto;
  • Gli insegnanti dovranno favorire il lavoro di gruppo in classe che comporta collaborazione, aiuto reciproco, accettazione dei compagni nella loro diversità;
  • Tener presente la storia del bambino e accogliere le sue eventuali difficoltà;
  • Tener presente che il bambino potrebbe avere ricordi negativi di violenze, di abusi;
  • Evitare di sottoporlo a “tour de force” per recuperare eventuali lacune;
  • Programmare in modo che si aiuti il bambino all’acquisizione progressiva di adeguate competenze. Le difficoltà di apprendimento sono per lo più collegabili ad un ritardo culturale e alle inadeguate esperienze sociali e di scolarizzazione precedenti, proprio per questo non bisogna sorprendersi delle difficoltà di lingua, di memorizzazione, di concentrazione e d’astrazione. Questo tipo di difficoltà non sono irreversibili, piano, piano le competenze del bambino sbocciano e maturano; ci vuole tempo e pazienza;
  • Non pretendere risultati che il bambino non può raggiungere, gli obiettivi non raggiungibili generano frustrazioni e paura del fallimento non solo scolastico ma anche affettivo. È necessario individuare percorsi personalizzati;
  • Motivare il bambino ad apprendere per se stesso, non per far piacere ad altri, siano essi insegnanti o genitori;
  • Organizzare incontri con i genitori in un clima favorevole;
  • Predisporre questionari sull’autostima ed annotazione dei comportamenti ansiogeni;
  • Predisporre griglie di auto-valutazione dei docenti;
  • Ritenere che il passato del bambino sia superato con il suo ingresso nel nucleo familiare, soprattutto quando l’adozione è avvenuta nei primi mesi di vita;
  • Escluderlo da alcuni compiti o diversificare le richieste rivolte a lui e ai suoi compagni, senza alcun motivo valido;
  • Avere pregiudizi di origine etnica sul bambino: la diversità è ricchezza:
  • Avere aspettative difformi alle sue reali capacità, evitare di rivolgersi a lui in modo diverso rispetto al resto della classe;
  • Non dare giusto spazio alla narrazione spontanea di momenti della sua esperienza di vita, per paura di turbare i compagni, per paura di non saper gestire la situazione;
  • Non parlare, o parlare dell’adozione come di un atto di Beneficenza privata, di carità.

Le difficoltà che incontrano i bambini adottati durante l’inserimento scolastico (scuola dell’Infanzia e Primaria)

Le difficoltà che incontrano i bambini adottati al momento del loro inserimento nella scuola sono una conseguenza – come evidenziato nel Protocollo di Accoglienza per alunni adottati” dell’Istituto Comprensivo “Lucantonio Porzio” – anche della mancanza di stimoli e di attenzioni in cui il bambino è vissuto nella sua prima parte di vita senza famiglia, o con famiglie con gravi carenze spesso inadeguate al loro ruolo educativo, o istituti poco apprezzati e deprivanti:

Scuola dell’infanzia

ritardi psicomotori, del linguaggio, della simbolizzazione; difficoltà di addormentamento e sonno; problemi di alimentazione; disturbi dell’attaccamento.

Scuola primaria

Difficoltà di relazione/socializzazione e nell’immagine di sé; difficoltà nell’apprendimento della letto –scrittura; difficoltà all’astrazione e simbolizzazione; difficoltà alla concentrazione.

SCHEDA DI RACCOLTA INFORMAZIONI A INTEGRAZIONE DEI MODULI D

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