Alunna bocciata per un solo debito formativo, si ritira dalla scuola pubblica. Lo psicanalista: “Si può essere così fiscali?”

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Respinta per un debito formativo in inglese, unica nota stonata in una pagella con molti voti alti. Giulia, 17 anni, ha lasciato il liceo dopo che la docente di lingua straniera, ritenendo la sua prova di recupero insufficiente, ha deciso di bocciarla senza incontrare alcuna resistenza da parte dei colleghi, secondo quanto segnala il Corriere della Sera.

La ragazza si è scoraggiata al punto di voler abbandonare gli studi, salvo poi convincersi a recuperare l’anno iscrivendosi a un istituto privato: “Si è messa anche a lavorare per contribuire a pagare la retta – racconta la madre al Corriere della Sera – . Andava bene in tutte le discipline di indirizzo, per questo non capiamo come il consiglio di classe non si sia opposto alla bocciatura. Durante l’anno è stata seguita da un tutor che l’ha preparata anche per l’esame di riparazione a settembre”.

Ammaniti: “Si può essere così fiscali con una ragazza che ci tiene?”

Per Massimo Ammaniti, psicoanalista: “Si può essere così fiscali con una ragazza che ci tiene? Vuol dire che la scuola ha fallito. La valutazione è un fatto complesso, tiene conto di una serie di elementi: l’impegno, la partecipazione… non si può ridurre alla contabilità del ragioniere”.

Affinati: “Il voto non dovrebbe essere un’arma contundente”

Per Eraldo Affinati, scrittore e insegnante “il voto non dovrebbe essere un’arma contundente. La valutazione andrebbe fatta a ingranaggi scoperti, scaricando di peso il giudizio. Questo non vuol dire abbassare gli obiettivi didattici, ma aumentarli. A scuola bisogna puntare sulla qualità della relazione umana, non mortificarla”.

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