Un altro spreco sottaciuto: gli appalti di pulizia

di
ipsef

inviato da un Dirigente Scolastico – “Report” ha scoperchiato la pentola degli scandali del MIUR. Dopo quello delle “pillole del sapere “ costate 730.000 euro , è emerso anche lo scandalo dei fondi dirottati della ricerca. E questa è probabilmente solo la punta di un iceberg nascosto che non si vede. Tutti i soldi dal MIUR arrivano in ritardo, tranne quelli delle pulizie. Come mai?

inviato da un Dirigente Scolastico – “Report” ha scoperchiato la pentola degli scandali del MIUR. Dopo quello delle “pillole del sapere “ costate 730.000 euro , è emerso anche lo scandalo dei fondi dirottati della ricerca. E questa è probabilmente solo la punta di un iceberg nascosto che non si vede. Tutti i soldi dal MIUR arrivano in ritardo, tranne quelli delle pulizie. Come mai?

Al di là delle ipotesi di reati che la magistratura dovrà accertare, c’è un’indignazione morale che ti prende, quando pensi che i dirigenti scolastici si sono dovuti sobbarcare più scuole a parità di stipendio per l’operazione dimensionamento, che ci sono stati i tagli continui all’Istruzione (continuità Gelmini-Profumo in questo), che si è proposto di estendere l’orario dei professori da 18 a 24 ore sempre a parità di stipendio, che si sono bloccati gli stipendi ecc. ecc.

Ma ci sono altri sprechi e pentole da scoperchiare. Ad esempio uno riguarda gli appalti di pulizie nelle scuole.

Tutti i soldi del MIUR arrivano in ritardo nelle scuole, tranne i finanziamenti per le pulizie, chissà perché. Soldi che fanno un lungo percorso che potrebbe evitarsi: il Ministero dà i soldi alla scuola che deve pagare un consorzio che sta a Roma (da Roma partono i soldi e arrivano a Roma!), il quale paga la ditta subappaltante locale che paga gli operai pulitori, detti anche ex LSU.

Questi operai dovrebbero lavorare per 7 ore dal pomeriggio fino alla sera, dopo il termine delle lezioni, per pulire le scuole che dovrebbero brillare come un cristallo.

Ma chi controlla che facciano il loro orario? E chi controlla che abbiano svolto effettivamente le pulizie? Tutto è demandato alla ditta. I dirigenti scolastici possono inviare un messaggio per lavoro non svolto o non soddisfacente e non pagare, ma quanti di noi lo fanno?

Per quieto vivere molti non lo fanno. Intanto le scuole restano sporche, questi operai sottraggono collaboratori scolastici alle scuole (il 25% dell’organico) .

Si dice che così lo Stato risparmia, perché si tagliano posti di collaboratori scolastici. Io non ne sono convinto, credo che ci sia uno spreco per il servizio reso o meglio non reso. Eppoi alle scuole serve non solo la pulizia, ma anche la vigilanza, cosa che gli operai pulitori non possono assicurare.

Questi appalti di pulizia (le gare sono svolte dal Ministero) dovevano cessare, ma si va di proroga in proroga, con il consenso dei sindacati che non vogliono mandare in mezzo alla strada gli ex LSU.

Ma allora perché non li si assume come collaboratori scolastici, così sono controllabili da parte dei dirigenti scolastici, e possono svolgere anche il lavoro di vigilanza?

Si preferisce invece continuare con gli appalti di pulizia. Si ventilò addirittura l’ipotesi, nel periodo di fine Gelmini, che le scuole dovessero loro fare gare d’appalto per le pulizie. Per carità, le scuole non sono uffici come quelli del Ministero: è un luogo dove si svolge, con pochi mezzi e miseri stipendi (non certo quelli degli alti dirigenti di prima e seconda fascia ), un’opera delicata di educazione e di istruzione.

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