Altri tagli alla scuola… per favore, no! Lettera

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inviata da Mario Bocola – Il paventato taglio all’istruzione per correggere i conti con l’Europa e quindi evitare la lettera d’infrazione (poi confermata da Bruxelles che non sarà inviata all’Italia) ha messo in fibrillazione il mondo della scuola e in particolare gli insegnanti di sostegno.

Ridurre i posti di sostegno significa non garantire il diritto all’istruzione agli alunni disabili e soprattutto non venire incontro alle richieste delle famiglie che vedono garantiti il diritto ad apprendere dei figli con disabilità grazie all’apporto significativo e concreto della figura dell’insegnante di sostegno.

Come al solito quando si parla di tagli alla spesa pubblica si pensa immediatamente ai due settori nevralgici del Paese considerati settori in cui accaparrare le risorse immediatamente disponibili: la scuola e la sanità.

Vogliamo, tuttavia, ricordare che la scuola e la salute sono due diritti sanciti dalla Costituzione italiana e non dovrebbero mai essere toccati quando si affronta il problema del taglio delle risorse pubbliche, perché questi due settori della P. A. rappresentano la “spina dorsale” di una Nazione e il fulcro per garantire il futuro alle giovani generazioni. Invece tutti i governi della nostra Repubblica hanno sempre visto nella scuola e nella sanità il perno per la razionalizzazione delle risorse pubbliche.

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