Altri tagli ai fondi destinati alle pulizie delle scuole

di Giulia Boffa
ipsef

Fisascat Cisl – Come ogni nuovo Ministro dell’Istruzione che si insedia, il primo intervento che propone è quello di ridurre e tagliare i fondi destinati alle pulizie e ai servizi ausiliari esternalizzati non tenendo conto che in questi ultimi 5 anni i 21.000 lavoratori Ex LSU e dei c.d. "Appalti Storici" hanno già pagato pesantemente tale dazio.

Fisascat Cisl – Come ogni nuovo Ministro dell’Istruzione che si insedia, il primo intervento che propone è quello di ridurre e tagliare i fondi destinati alle pulizie e ai servizi ausiliari esternalizzati non tenendo conto che in questi ultimi 5 anni i 21.000 lavoratori Ex LSU e dei c.d. "Appalti Storici" hanno già pagato pesantemente tale dazio.

Nell’audizione al Parlamento del 6 u. s., dove sono state presentate dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, le linee guida programmatiche per la gestione del proprio dicastero è stato dichiarato dallo stesso Ministro che sul piano di sostegno finanziario per la realizzazione dell’autonomia scolastica si interverrà tramite l’innalzamento del budget per il funzionamento ordinario con graduale aumento della quota procapite alunno (oggi determinata in 8€ che nel triennio dovrebbe raggiungere il 20-25€) "utilizzando a questo scopo anche le economie derivanti dai nuovi appalti per i servizi di pulizia nelle scuole".

Evidentemente il nuovo Ministro non è al corrente che negli ultimi anni, gli appalti di pulizia, hanno subito forti tagli e per effetto di quanto finora avvenuto, la spesa del Miur è passata da circa 550 milioni di euro a 390 milioni, e che tali misure hanno pesantemente gravato sui lavoratori addetti ai suddetti servizi con ricorso alla cassa integrazione in deroga e istituti scolastici di ogni ordine e grado con ambienti sempre meno puliti e alunni meno assistiti.
La "necessità" di intervenire con i risparmi di spesa sulle pulizie e i servizi ausiliari esternalizzati e a seguito della scadenza dei precedenti contratti di appalto, hanno determinato la predisposizione di una nuova gara attraverso il Consip.

Bando di gara, che ci corre l’obbligo di ricordare, prevede l’offerta economicamente più vantaggiosa, non il massimo ribasso, e che contiene la clausola sociale per garantire la continuità occupazionale nei cambi di appalto.
La regole contenute nella gara Consip sono state definite a seguito del costante confronto tra le Organizzazioni Sindacali che rappresentano i lavoratori di tale comparto e lo stesso Miur perché consapevoli che i lavoratori interessati non sono un di più per le scuole ma sono essenziali per poter mantenere le corrette agibilità degli istituti scolastici.

Proprio per i motivi appena addotti, negli incontri svolti prima e dopo lo svolgimento della gara CONSIP, le Organizzazioni Sindacali hanno fatto presente che la gara non solo deve dare continuità occupazionale ma garantire anche il reddito degli addetti degli appalti Ex LSU e dei c.d. "Appalti Storici". Tale impegno è stato colto dallo stesso Ministero e più volte riportato nei verbali di accordo tra le parti.

La richiesta avanzata dalle OO. SS. non è determinata dalla volontà di creare maggiori costi alla scuola ma perché deve essere mantenuta la garanzia sul progetto sociale che ha permesso a 28mila lavoratori di essere stabilizzati dopo anni di precariato nella pubblica amministrazione o come Lavoratori Socialmente Utili, che hanno sostato per decenni in cassa integrazione o nelle liste di mobilità, e di dare risposta alle scuole che per effetto del congelamento delle assunzioni avevano gli accantonamenti delle risorse ma non potevano acquisire personale per svolgere servizi di pulizia e ausiliari.

Inoltre le Organizzazioni Sindacali ritengono che vi sia un sostanziale paradosso in quanto dichiarato dal Ministro, perché le risorse per l’acquisto dei servizi di pulizia rientrano nel fondo per il funzionamento ordinario delle scuole e di conseguenza se si vuole aumentare la quota procapite per alunno vuol dire che anche per i servizi di pulizia va speso di più non meno.

Pensare di scaricare ancora i "risparmi" dell’amministrazione scolastica su questi lavoratori rigettandoli nella precarietà, rimettendoli in capo alla spesa sociale generale, a fronte di scuole più sporche e meno sicure non è una soluzione per dare risposta ai bisogni della Scuola stessa e nemmeno si determina un’"economia" per il Ministero e per la collettività.

Per questi motivi le Organizzazioni Sindacali Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, Uiltrasporti-UIL, hanno inviato una richiesta di incontro urgente al Ministro dell’Istruzione e procederanno ad assumere tutte le iniziative politiche utili per tutelare i lavoratori occupati.

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