Altri 624 istituti autonomi, presidi e Dsga cancellati. Anief si oppone e chiede di emendare la Legge di Bilancio: ripristinare 3mila sedi soppresse da Gelmini-Tremonti e ridurre gli alunni per classe

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La scuola italiana non può permettersi un altro “dimensionamento”: l’articolo 99 del ddl sulla Legge di Bilancio 2023 va soppresso o cambiato perché prevede nel corso dei prossimi anni la soppressione di 624 sedi di presidenza e altrettanti Dsga della scuola pubblica non tenendo conto della distribuzione dei plessi scolastici e dei servizi offerti dal territorio alle famiglie e al personale scolastico.

A sostenerlo è l’Anief che ha presentato a questo scopo due emendamenti alla manovra di fine anno sui quali da mercoledì prossimo sapremo la verità, poiché la Commissione Bilancio dovrà deciderne il destino: il sindacato chiede, piuttosto, “di garantire il recupero degli apprendimenti degli studenti attraverso un ripristino delle sedi di dirigenza precedentemente soppresse e recuperate durante l’emergenza Covid-19, con più di 500 alunni, a fronte del finanziamento previsto soltanto per un triennio”.

“Dobbiamo assolutamente fare di necessità virtù, trasformando la denatalità in un aspetto positivo per le nostre scuole e chi vi sta dentro: andiamo ad utilizzare i finanziamenti del Pnrr per ridurre il numero di alunni per classe, invece di continuare l’opera nefasta iniziata nel 2008 con la Legge 133, voluta dagli allora ministri Tremonti e Gelmini, che nel tempo ha portato via oltre 3mila istituti autonomi, con tutte le conseguenze negative che conosciamo, a partire dalla netta flessione di competenze dei nostri alunni e studenti”, conclude Pacifico.

Quindi, attraverso le due richieste, il sindacato intende stoppare l’ulteriore opera di spending review applicata all’Istruzione, con centinaia di istituti accorpati e posti da dirigente scolastico e Dsga che svaniranno nel nulla. Da mercoledì prossimo, 14 dicembre, le richieste formulate dal sindacato e fatte proprie da diversi parlamentari, saranno all’esame della V Commissione Bilancio di Montecitorio. Prima di Natale è previsto il voto dell’Aula sul testo che scaturirà dall’esame preliminare dei prossimi giorni.

GLI EMENDAMENTI PER EVITARE LA SOPPRESSIONE DI OLTRE 600 PRESIDENZE

17. Organizzazione della rete scolastica sedi normo-dimensionate Al Titolo VII, Scuola, Università e Ricerca

Al Titolo VII, Scuola, Università e Ricerca

L’articolo 99 è sostituito dal seguente:

Al comma 978 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, al primo periodo eliminare le parole “2023/2024” e inserire al termine il seguente periodo: “A decorrere dall’anno scolastico 2023/2024, alle predette istituzioni scolastiche è assegnato un dirigente scolastico e un direttore dei servizi generale amministrativi. Le eventuali variazioni di spese sono autorizzate con decreto del Ministro dell’istruzione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, a valere sulle linee di investimento previste nella Missione 4, Componente 1 – Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione, Investimenti 1.3, del Piano nazionale di ripresa e resilienza, dei fondi strutturali per l’istruzione 2021-2027 e della quota parte delle risorse di bilancio del Ministero dell’istruzione e del merito.” Conseguentemente, all’Articolo 343 della Legge 30 dicembre 2021, n.234 le parole “gli anni scolastici 2021/ 2022, 2022/2023 e 2023/2024” sono sostituite da “a partire dall’anno scolastico 2022/2023 e le parole “37,2 milioni di euro per l’anno 2024” sono sostituite da “37,2 milioni di euro annui a partire dall’anno 2024”

Motivazione: La norma che si intende modificare prevede la soppressione di 624 sedi di presidenza della scuola pubblica non tenendo conto della distribuzione dei plessi scolastici e dei servizi offerti dal territorio alle famiglie e al personale scolastico. Invece di confermare le 400 sedi di presidenza delle sedi normo-dimensionate introdotte dal Governo Conte-bis nel triennio 2022/2024, ancora senza dirigente scolastico e con DSGA facente funzione con una soglia di 500 alunni, autorizza il ministro dell’Istruzione e del Merito, peraltro in assenza di un nuovo accordo in Conferenza Stato – Regioni, a creare presidenze con 900-1.000 alunni e a utilizzare i risparmi per aumentare il FUN tagliato negli ultimi anni. La norma intende mettere a regime quanto disposto in tema di dimensionamento scolastico per garantire il recupero degli apprendimenti degli studenti attraverso un ripristino delle sedi di dirigenza precedentemente soppresse e recuperate durante l’emergenza Covid-19, con più di 500 alunni, a fronte del finanziamento previsto soltanto per un triennio.

18. Mantenimento sedi normo dimensionate

Al Titolo VII, Scuola, Università e Ricerca

L’articolo 99 è sostituito con il seguente

All’Articolo 343 della Legge 30 dicembre 2021, n.234 le parole “gli anni scolastici 2021/ 2022, 2022/2023 e 2023/2024” sono sostituite da “a partire dall’anno scolastico 2022/2023 e le parole “37,2 milioni di euro per l’anno 2024” sono sostituite da “37,2 milioni di euro annui a partire dall’anno 2024”

Motivazione: la norma intende mettere a regime quanto disposto in tema di dimensionamento scolastico per garantire il recupero degli apprendimenti degli studenti attraverso un ripristino delle sedi di dirigenza precedentemente soppresse e recuperate durante l’emergenza Covid-19, con più di 500 alunni, a fronte del finanziamento previsto soltanto per un triennio.

TUTTI GLI EMENDAMENTI ANIEF ALLA LEGGE DI BILANCIO

Il giovane sindacato ricorda che ha presentato 40 emendamenti al ddl sulla Legge di Bilancio 2023. Sono state chieste modifiche su diversi temi: il reclutamento dei precari, l’organico aggiuntivo Pnrr, la mobilità del personale bloccata da vincoli e quote, gli organici di sostegno precarizzati, i nodi sui titoli esteri, l’allargamento delle graduatorie di merito e del concorso straordinario bis, la valorizzazione dei Dsga e degli Ata, anche con buoni pasto e carta per la formazione annuale, il riscatto dei contributi gratuiti, la formazione, l’indennità di vacanza contrattuale, i lavori gravosi, la definizione in contrattazione del merito, l’insegnamento dell’educazione fisica da allargare per il bene dei nostri alunni.

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