Alternanza scuola lavoro, Toccafondi: abbandonata da questo Governo, l’ha svolta il 20% in meno degli studenti

di redazione
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Il Miur ha risposto ad una interrogazione parlamentare di Gabriele Toccafondi (Misto)

Questo il report

“È ufficiale l’alternanza scuola lavoro è stata abbandonata del tutto da questo governo. Oggi il Miur risponde (finalmente!) ad una mia interrogazione ed afferma che l’hanno svolta il 53% dei ragazzi nel 69% delle scuole.

Un anno prima era svolta dal 70% dei ragazzi e nel 89% delle scuole (20% in meno di ragazzi e scuole!!). Anche le strutture ospitanti passano da 208mila a 190mila.

Dati che dimostrano che se il Governo non ci crede, riduce del 60% le ore, toglie quasi 60milioni alle scuole, non la valuta all’esame di stato questo è il risultato.

Io continuo a ribadire che sia utile se fatta bene perché la scuola è fatta anche di esperienze, di conoscenza ma anche di competenze. Non dobbiamo ridimensionarla o abolirla ma aggiustarla, non vanno tolte le risorse alle scuole ma aumentate.
Migliorata ma non abolita!”

La risposta del sottosegretario

SALVATORE GIULIANO, Sottosegretario di Stato per l’Istruzione, l’università e la ricerca. Grazie, Presidente. Grazie, onorevole Toccafondi, rispondo allo specifico quesito da lei postomi riferendo succintamente i dati più significativi emersi all’esito del monitoraggio da lei richiamato e relativo ai percorsi ridenominati “per le competenze trasversali e per l’orientamento” realizzati, nello scorso anno scolastico 2017-2018, presso le scuole sia statali che paritarie.

Partendo dai dati che le stesse scuole hanno inserito sulla piattaforma dedicata, risulta che, nell’anno scolastico 2017-2018, gli alunni i partecipanti ai percorsi sono stati 754.135, pari al 52,3 per cento del totale degli alunni frequentanti le classi terza, quarta e quinta delle scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie. In particolare, gli studenti delle classi terze sono stati circa 277 mila, gli studenti delle classi quarte risultano essere stati 272 mila e quelli delle classi quinte sono stati 204 mila. Sono, poi, 4.676 le scuole che hanno attivato i percorsi, pari al 70 per cento delle sedi scolastiche. Dalle indagini risulta, inoltre, che le strutture ospitanti sono state pressoché 190 mila.

Questi, in estrema sintesi, i dati estrapolati dal monitoraggio. Le metto, comunque, a disposizione alcune tabelle per una più esaustiva ricognizione della stessa indagine.

Come ben sa, al fine di superare le criticità emerse riguardo all’istituto dell’alternanza scuola-lavoro, come previsto dalla cosiddetta legge “La buona scuola”, affinché questo strumento di formazione dello studente non fosse più letto come un obbligo, un dovere, ma come un’opportunità da cogliere, sia per gli studenti sia per le strutture che si sono proposte di accoglierli presso di loro, siamo intervenuti con apposite disposizioni in occasione della scorsa legge di bilancio.

I percorsi di alternanza scuola-lavoro, di fatti, oltre a essere stati ridenominati come “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”, sono stati sensibilmente ridotti e la loro durata minima è stata stabilita in misura differenziata, in ragione della loro specificità, in 210 ore per gli istituti professionali, 150 per i tecnici e 90 per i licei.

Resta ferma, comunque, la possibilità da parte delle scuole, alla luce del principio di autonomia e in osservanza dei requisiti incomprimibili di qualità e di sicurezza, di elevare il numero di ore dedicato a tali percorsi e attività, in una logica di potenziamento dell’offerta formativa sul proprio territorio. A tal fine, le scuole potranno accedere anche a forme diverse di finanziamenti, come, ad esempio, ai PON.

Per di più, per assicurare la qualità dei nuovi percorsi, è stata peraltro prevista l’adozione, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di apposite linee guida. Le stesse troveranno applicazione a partire dal prossimo anno scolastico per i progetti che avranno inizio ovvero saranno in corso a decorrere da tale periodo.

Per la definizione delle suddette linee guida è stato già costituito un apposito tavolo tecnico, il quale sentito il Forum delle associazioni degli studenti, ha oramai elaborato tale documento. Le linee guida sono state perfezionate e inviate al Consiglio superiore della pubblica istruzione per l’espressione del parere che, presumibilmente, sarà reso entro il mese di luglio, dopodiché si provvederà ad adottarle mediante apposito decreto.

PRESIDENTE. Il deputato Toccafondi ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alle sue interrogazioni.

GABRIELE TOCCAFONDI (MISTO-CP-A-PS-A). Grazie, Presidente. Mi dichiaro assolutamente non soddisfatto, non tanto e solo per il fatto, sottosegretario, che la risposta sul monitoraggio, i dati sul monitoraggio, alcuni dati del monitoraggio dell’alternanza scuola-lavoro, che è attività curriculare, cioè obbligatoria, nelle scuole, vengono resi dal Ministero solo oggi, quindi a luglio inoltrato, grazie ad una, anzi due interrogazioni presentate mesi fa dal sottoscritto. Di solito, i dati del monitoraggio utili, utilissimi per migliorare i percorsi e per dare un percorso alle scuole per migliorarsi, per aumentare le opportunità per i ragazzi venivano dati dal Ministero in pompa magna – me lo faccia dire – tra aprile e maggio, presentando i dati pubblicamente; invece – l’ho detto e lo ribadisco -, il Ministero si è palesato con alcuni dati solo grazie alla mia interrogazione qui in Aula.

Ma sono anche insoddisfatto per il fatto che il 52 per cento dei ragazzi di terza, quarta e quinta ha svolto attività di alternanza scuola-lavoro. Lo voglio ribadire: l’alternanza scuola-lavoro è un’esperienza reale e concreta. Certo, va fatta bene, l’abbiamo sempre detto; ci sono luci ed ombre, l’abbiamo sempre detto; solo che non bisogna spegnere la luce ovunque, bisogna accenderla laddove ci sono le ombre. Ebbene, pensare che un’attività curriculare obbligatoria, utile se fatta bene, è stata fatta solo dal 52 per cento dei ragazzi delle nostre scuole, nel 70 per cento delle sedi scolastiche, significa tornare, e in fretta, indietro, visto che fino al precedente monitoraggio avevano svolto attività di alternanza il 90 per cento degli studenti, con 76 mila percorsi e 6 mila scuole. C’è qualcosa che non torna o nei dati che lei mi ha fornito oppure si è tornati rapidissimamente indietro.

Penso si sia tornati indietro, e velocemente, perché voi l’alternanza, di fatto, l’avete abbandonata: non avete creduto nell’utilità dell’alternanza scuola-lavoro, sempre se fatta bene, perché io non difendo quella fatta male, perché la scuola è luogo di conoscenza, ma anche luogo di competenze e le competenze, con tutta la buona volontà, il ragazzo da solo, insieme all’insegnante, non se le può dare.

Penso ai tanti istituti tecnici, penso ai tanti istituti professionali: voi l’alternanza l’avete abbandonata anche lì, perché – lo ricordo a tutti – i licei sono passati da 200 ore, nel triennio, a 90 ore, cioè 90 ore in tre anni di alternanza; i tecnici, da 400 ore, nel triennio, a 150 ore di alternanza in tre anni; e i professionali – per capirci, gli alberghieri, gli agrari – sono passati da 400 ore curriculari di alternanza a 180 ore, cioè meno 60 per cento di ore. E avete così risparmiato – perché questa, forse, era la vostra volontà – 57 milioni di euro, che non date più alle scuole.

È chiaro, quindi, che senza una volontà precisa del Governo e del Ministero dell’istruzione, l’alternanza scuola-lavoro non solo è serie B, ma viene retrocessa a quella che è sempre stata, ovvero lasciata al buon cuore delle scuole, degli insegnanti, della buona volontà dei territori. Ma se la scuola è fatta per i ragazzi – cosa che non va data per scontata, soprattutto, con il vostro Governo e con la vostra amministrazione -, allora deve puntare al merito, non alla mediocrità, delle puntare alla conoscenza, alle conoscenze, ma deve puntare anche alle competenze, perché il mondo del lavoro chiede e chiederà sempre di più le competenze, e l’alternanza scuola-lavoro è proprio questo: è scuola a tutti gli effetti perché, insieme alle conoscenze, affianca le competenze.

(Iniziative di competenza, anche per il tramite del comando carabinieri per la tutela ambientale, in relazione al centro di trasbordo e messa in riserva dei rifiuti da raccolta differenziata sito in località Tonnego nel comune di Rapallo (Genova) – n. 3-00873)

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