Alternanza scuola lavoro, Skuola.net: promossa sì, ma con debito

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Skuola.net ha pubblicato dati sul monitoraggio sull’alternanza scuola-lavoro, elaborato intervistando circa 4.500 studenti di terzo e quarto anno.
Il 95% ha svolto o svolgerà percorsi di alternanza.

Lo scorso anno, nello stesso periodo, la rilevazione attestava il tasso di adesione all’85% relativamente ai ragazzi del terzo anno, i primi ad essere coinvolti dall’obbligo derivante dalla legge 107.

Quasi 7 ragazzi su 10 ad inizio maggio avevano già svolto le attività previste in questo ambito. Tra loro, circa la metà degli studenti si trattiene in azienda per 10 giorni o più (il 53% di questi in strutture private, il 47% presso le pubbliche amministrazioni), con picchi nel caso degli istituti professionali. E, per gli altri, difficilmente si scende sotto la settimana di permanenza.

Il 27%, ovvero poco più di 1 su 4, svolge l’alternanza a scuola, ad esempio in progetti di gruppo da realizzare in classe (35% di chi non va in alternanza), simulazioni di gruppi di lavoro (14%), conferenze (16%), incontri con esperti (13%). Si tratta tuttavia di un dato in decisa diminuzione rispetto allo scorso anno, quando sfondava di poco quota 50%.

Sono solamente il 14% quelli a cui è stato chiesto di svolgere compiti di contorno (fare le fotocopie, portare i caffè, fare le pulizie) e il 12% coloro che raccontano di non aver fatto nulla, il 33% ha svolto mansioni pratiche insieme al team aziendale. A una quota simile, invece, le cose vengono solo spiegate (per fortuna anche dal punto di vista pratico); mentre per un altro 10% ci si ferma alla pura teoria.

Per 1 ragazzo su 3 le attività non avevano nulla a che fare con gli studi svolti o con le inclinazioni personali. Le aziende, probabilmente, non sono ancora organizzate per accogliere degli adolescenti, lo dimostra il fatto che il 16% degli ‘alternanti’ non ha avuto un tutor che lo seguisse e il 28% lo ha visto solo per qualche ora. È vero che più della metà (56%) ha trovato una persona che l’affiancasse tutto il tempo.

Il 40% dei ragazzi, potendo, non è soddisfatto e non ripeterebbe l’esperienza. Per i tre quarti degli intervistati il tirocinio è stato comunque utile a capire come funziona un’azienda.
Sono ancora troppi gli istituti (44%) che non danno alternative agli studenti, ma scelgono al posto loro il luogo in cui far svolgere l’alternanza; un numero di poco inferiore a quanti, invece, possono selezionare tra varie opzioni (il 56%).

La maggior parte degli insegnanti (60%) giustifica gli alunni, posticipando interrogazioni e compiti o tentando di dargli una mano a recuperare le ore di scuola perse; ma il 40% non sente ragioni e va avanti come se nulla fosse. Lasciando immune dall’ansia del ritorno in classe solo quel 16% di studenti complessivo che l’alternanza la svolge durante le pause della didattica, in particolare l’estate (dato composto in particolare dai ragazzi che frequentano l’istituto professionale).

“I dati del monitoraggio 2017 sull’alternanza scuola lavoro ci dicono che si sta superando la crisi di rigetto che il sistema formativo e quello produttivo hanno vissuto quando è stato introdotto l’obbligo per gli studenti dell’ultimo triennio – dichiara Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net – aumentano infatti le aziende disponibili ad ospitare i giovani, ma non la qualità dei percorsi. Nel contempo scuole e professori non si dimostrano sempre disponibili ad accompagnare gli studenti. Quasi la metà di loro si ritrova catapultato sul posto di lavoro senza una necessaria introduzione da parte della scuola o si confronta con professori ostili e poco inclini a esentare da verifiche e interrogazioni al rientro in classe. Sintomo di una ancora scarsa integrazione tra le due fasi del percorso formativo”.
Infografica disponibile al seguente link: https://magic.piktochart.com/output/22714512-alternanza2017

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