Alternanza scuola lavoro, primi dati: il 36% degli studenti ha svolto formazione in azienda

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L’alternanza scuola-lavoro sta dando i suoi primi risultati: gli studenti del terzo anno degli istituti superiori che hanno svolto periodi di formazione direttamente in azienda sono stati il 36,1% (vale dire poco più di un ragazzo su tre).

Si è sfiorato il 50% negli istituti tecnici, il 60% nei professionali, mentre nei licei, al debutto lo scorso anno, la percentuale di alunni si è fermata al 20 per cento. Una fetta consistente di studenti ha fatto alternanza nel proprio istituto (nella forma dell’impresa “simulata”), e poi, in enti pubblici, ordini professionali, biblioteche, asili nido, sindacati (in molti casi, però, senza un contatto diretto con il mondo produttivo).

La maggior parte delle aziende che ha aperto le porte agli alunni è concentrata nelle regioni settentrionali (Lombardia, in testa, seguita da Veneto, Piemonte, Emilia Romagna); in Centro Italia, a spiccare sono soprattutto Toscana e Marche, mentre al Sud, mostra segnali di vitalità la Puglia.

I percorsi attivati a partire dalle classi terze sono stati quasi 30mila (29.437, per l’esattezza), e nell’82,5% dei casi con durata annuale. Complessivamente, la novità ha toccato nel 2015/2016 (direttamente o “indirettamente”) 652.641 alunni, pari al 45,8% del totale dei frequentanti le ultime tre classi delle superiori statali o paritarie (l’anno prima, senza l’obbligatorietà, i giovani in alternanza furono 273.111, rappresentando il 18,5% di tutti i giovani frequentanti).

Quest’anno, sulla carta, la partecipazione salirà a 1,1 milioni (l’obbligo, a settembre, è scattato anche per le classi quarte), e a regime la quota di ragazzi interessati dalla formazione “on the job” salirà a 1,5 milioni.

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