Alternanza scuola-lavoro, più che togliere la Asl bisognerebbe controllare gli istituti. Lettera

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Inviata da Luigi Ianni – Gentile redazione, rispondo all’interessante lettera di G. Maccarone pubblicato il giorno 1 gen 2021, oggetto: Liberiamo la scuola italiana dall’alternanza scuola-lavoro!

Premetto che sono un Esperto Esterno che per le propri professionalità e competenze è stato chiamato a svolgere prima la famosa “Area professionalizzante” e poi la ASL interrottamente dal 1999. Mi permetto di aggiungere alla “lettera” alcune considerazioni.

La prima è che più che “togliere” la ASL bisognerebbe attuare tutta una serie di controlli nei confronti di quegli Istituti dove le risorse spettanti a questa importante e per me insostituibile attività, vengono spesso utilizzate internamente dall’istituto per altre attività, che se anche propedeutiche agli indirizzi di istituto, spesso nulla hanno a che fare con i reali obiettivi di ASL, che invece rammento dovrebbero essere attuate/spettano “esclusivamente ad esperti, professionisti ed aziende esterne all’Istituto”, altrimenti che ASL è?. Ovviamente utilizzando questo metodo le risorse economiche messe a disposizione dell’Istituto non vengono spese verso l’esterno ma rimangono all’interno o comunque impegnate impropriamente.

Non voglio fare assolutamente il giudice o l’avvocato perché non ne ho le competenze ne il desiderio, ma qualche dubbio mi viene sulla reale correttezza di questo “modus attuandi”. Convengo con Maccarone anche sul fatto che molti dei cosiddetti Esperti ed Aziende coinvolte nel progetto di ASL non svolgono adeguatamente la progettualità richiesta inficiando del tutto gli obiettivi formativi. Anche qui andrebbero fatti adeguati controlli.

La seconda è che non ho mai capito cosa “centra” la ASL nei Licei Scientifici e Classici, che sempre di più, per una “incomprensibile” strategia ministeriale appoggiata da frange di dirigenti scolastici che ne vedono benefici anche economici, viene attuata più che negli Istituti Professionali, Istituti Tecnici Industriali e nei Licei Artistici, unici depositari secondo me della attività di ASL.

La terza, concordo con Maccarone sul fatto che la ASL vada “anche” fatta ed attuata verso, come scrive, “scuole di arti e mestieri artigianali per introdurre i ragazzi all’esercizio concreto dell’attività professionale”. Il problema è che: dove sono queste scuole? Abbiamo degli ottimi esempi di Scuole di Formazione Professionale create da alcune provincie. Ma qui già viene attuata la ASL proprio come didattica di istituto in quanto il 90% degli insegnanti, ad esclusione di quelli delle materie umanistiche, sono degli Esperti esterni ed il tirocinio viene attuate presso Aziende esterne, che poi beneficiano di questa attività formativa assumendo molti studenti. Sia gli studenti che gli Insegnanti percepiscono un compenso. Il problema è che molte di questi esempi si sono “perduti” a causa della mancanza di fondi quando sono state dismesse le provincie, facendo “lievitare” molti percorsi formativi da parte di agenzie private il cui obiettivo formativo e reale impatto sul mondo lavorativo è alquanto discutibile.

Quarta, rammento a Maccarone che già esiste un percorso in qualche maniera “equivalente” ad un “contratto annuale di formazione aziendale dopo il diploma e a carico dello Stato” che è il “servizio civile”, oggi aperto in nr chiuso a tutti i ragazzi di qualsiasi indirizzo formativo e che andrebbe invece rivisto nei contenuti, ampliato verso altri settori oggi limitati a quelli indicati sul sito del SCN e riformato nelle forme di riconoscimento economico ai ragazzi.

Liberiamo la scuola italiana dall’alternanza scuola-lavoro! Lettera

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