Alternanza scuola-lavoro. Oltre ai tutor, arrivano i “dream coach” d’impresa per sostenere i percorsi

di redazione

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Si chiamano “dream coach” e sono imprenditori, manager, liberi professionisti, startupper, che decidono di entrare in classe per “aiutare” professori e studenti a mettere in campo veri progetti di alternanza scuola-lavoro.

L’iniziativa è della JA Italia (Junior Achievement, la più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all’educazione economico-imprenditoriale nella scuola): il progetto “Impresa in azione” prevede che ogni “dream coach” affianchi volontariamente un gruppo di studenti, donando tra le 10 e le 20 ore distribuite su 4/6 mesi, e mettendo a disposizione esperienza professionale e conoscenze tecniche.

A due anni dall’introduzione dei percorsi obbligatori negli ultimi tre anni delle superiori, evidenziano gli ultimi dati Miur, a fronte di oltre 900mila potenziali studenti interessati, i percorsi in azienda si sono fermati a quota 131mila.

Con “Impresa in azione” si incoraggiano gli studenti a costituire e sviluppare un’idea imprenditoriale, grazie all’impresa formativa simulata: le classi partecipanti realizzano delle mini-aziende a scopo formativo e ne curano la gestione, dal concept di un’idea al suo lancio sul mercato (si spazia dalla raccolta del capitale per avviare l’attività, alla fase di prototipazione, fino alla effettiva produzione e vendita).

Un’altra iniziativa intressante è quella di Assolombarda, ed è rivolta in particolare alle Pmi. Con la Camera di commercio di Milano, si prevedono voucher per l’erogazione di un pacchetto di servizi, dalla progettazione alla realizzazione del percorso formativo per le aziende, che intendono collaborare nei percorsi di alternanza.

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