Alternanza Scuola Lavoro “Non dirmi che hai paura”: basta conoscere per superare qualsiasi pregiudizio

di redazione
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Cosa vuol dire, a 16 anni, confrontarsi con coetanei stranieri all’interno di un Centro Diurno per minori non accompagnati?

Lo abbiamo sperimentato direttamente, grazie ad un Progetto molto speciale dal titolo decisamente evocativo: “Non dirmi che hai paura”, promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane (DG AAP) del MIBACT e realizzato in collaborazione con il centro CivicoZero e Amnesty International.

Organizzato dalla Fondazione Pastificio Cerere, a cura di Marcello Smarrelli nell’ambito di “La democrazia delle moltitudini”, questo progetto è stato ideato da un artista, Cesare Ruffo, noto a livello internazionale per le sue creazioni artistiche sul tema dell’immigrazione.
La nostra scuola è l’Istituto di Istruzione Superiore “Piaget-Diaz” di Roma, la classe coinvolta è la 3 PS (Corso per i Servizio Socio Sanitari) della sede di via Diana e proprio da questo quartiere siamo partiti perché nel corso di tre workshop i ragazzi coinvolti hanno creato un’imponente opera collettiva (dimensioni 280×200) partendo direttamente dalla planimetria del Quadraro.

Attraverso un percorso di Alternanza Scuola Lavoro i ragazzi hanno sperimentato l’incontro con diverse etnie, la ricerca di un linguaggio comune e il superamento delle barriere difensive, arrivando a scoprire un modo diverso di stare insieme e di conoscersi mutuato dal linguaggio universale dell’arte.

È STATA UN’ESPERIENZA FORMATIVA CHE IN POCHI HANNO L’OCCASIONE DI FARE. MI HA COLPITO MOLTO IL “CIVICO ZERO” E I RAGAZZI CHE NE FANNO PARTE PERCHÉ, NONOSTANTE VENISSERO DA REALTÀ DIVERSE, SONO RIUSCITA A RISPECCHIARMI IN ALCUNI DI LORO.

Dopo il primo giorno di “visita” alla Fondazione Pastificio Cerere e al Centro Diurno per minori stranieri “CivicoZero”, i ragazzi si sono trovati a posare fianco a fianco nello studio del fotografo Ottavio Celestino per dare vita, attraverso delle pose plastiche predefinite dal Pietro Ruffo, a quattro quadri “umani” trasformati successivamente in bozzetti dall’artista.

Durante l’ultimo workshop, i ragazzi si sono ritrovati davanti alle loro immagini proiettate sullo sfondo della cartina del Quadraro attraverso delle lavagne luminose e insieme le hanno riprodotte con dei pennarelli colorati.
Ne è venuto fuori un quadro meraviglioso che l’artista ha voluto donare alla nostra scuola e che ora troneggia, in tutta la sua bellezza, sul muro accanto alla zona ristoro della sede di Via Diana n.35. I ragazzi hanno scelto di collocarlo in quel punto per poterlo ammirare in un contesto tranquillo, comodamente seduti durante la ricreazione.
“Non credevo che avremmo fatto praticamente tutto noi, invece siamo stati molto bravi, ci siamo impegnati al massimo ed è uscito un quadro formidabile. questa esperienza resterà nel cuore di tutti!”
Nel programma di Metodologie Operative del 3° anno del Corso per i Servizi Socio Sanitari è prevista una Unità Didattica relativa all’Immigrazione e possiamo dire che non abbiamo mai svolto in maniera così creativa ed efficace questo modulo. Credo che gli allievi non dimenticheranno facilmente questa esperienza diretta di integrazione e di condivisione.

“È STATO BELLO POTER ESSERE PROTAGONISTI DI UN QUALCOSA DI COSÌ IMPORTANTE, È STATO QUALCOSA DI BELLO E ORIGINALE, ASSOLUTAMENTE DA RICORDARE!”
Vorrei concludere citando alcuni dei loro commenti letti durante l’evento conclusivo svoltosi il 29 maggio presso il teatro dell’Istituto Piaget-Diaz, in Via Diana 35:

“ALLA FINE QUESTA ESPERIENZA SI È RIVELATA POSITIVA ED INTERESSANTE. È STATA INSOLITA MA MOLTO CREATIVA ED ANCHE DIVERTENTE. DA UN CERTO PUNTO DI VISTA MI HA AIUTATO A CRESCERE, MI HA FATTO CAPIRE CHE PRIMA DI GIUDICARE E FARSI UN’IDEA SU UNA QUALSIASI COSA, BISOGNA CONOSCERLA.”
“LA DIVERSITÀ È UNA COSA MERAVIGLIOSA!”

Prof.sse Roberta Poli e Clelia Gentili

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