Alternanza scuola lavoro, non ci sono Scuole con la S maiuscola e scuole infime professionalizzanti. Lettera

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Non avendolo indicato nel suo articolo non so di quale materia sia docente il sig Firinu che scrive con cosi’ tanta aggressivita’ e pochezza su un argomento che riguarda moltissimi dei nostri giovani.

Non so nemmeno se si basa su lamentele generiche dei suoi studenti o se invece si è premurato di verificare di persona situazioni e fatti.
Certamente, come in quasi tutte le situazioni, potranno esserci errori voluti o meno di applicazioni del progetto iniziale che è quello di iniziare gli studenti alla conoscenza del mondo del lavoro relativo all’indirizzo di stanno percorrendo. In questi casi il controllo dei docenti ( che so deve essere sempre attivo anche durante il periodo di stage) sara’ fondamentale per correggere l’andamento delle cose.
In questo senso parlo sulla base di esperienza personale come genitore di uno studente dell’ Istituto Alberghiero Pellegrino Artusi dì Riolo Terme (RA), Il periodo di stage è stato sempre organizzato dall’insegnante preposto che ha dato indicazioni ai ragazzi responsabilizzandoli fin dal primo contatto con l’azienda in maniera che fosse gia’ una forma di “colloquio” in cui presentarsi al gestore dell’esercizio e imparare a presentare la loro candidatura “personalmente” senza filtri e scorciatoie .
Dopo il consenso allo stage da parte dell’azienda , l’insegnante la contatta e prende accordi su tutto il piano. E il suo intervento rimane attivo anche durante lo stage, mettendosi a disposizione telefonicamente con lo studente e anche con una visita di controllo senza preavviso, per verificare direttamente con gestore e studente come prosegue la collaborazione.
Il periodo di lavoro presso la struttura è certamente impegnativo e faticoso per gli studenti ma è tutelato dalla Scuola e diventa davvero “formativo”.
Quello che mi sconcerta nell’articolo del sig Firinu è soprattutto l’affermazione che “… la Scuola non deve sottostare al mondo del lavoro, né accogliere alcuna direttiva o suggerimento da esso. La Scuola non deve formare dei lavoratori, perché a questo ci devono pensare le imprese. Ci sono specifiche scuole professionali che preparano a questo: per diventare elettricisti, idraulici, falegnami e quant’altro, ma non la Scuola, perché il suo compito è quello di dare cultura in senso lato, formare le menti, fornire strumenti critici, rendere gli studenti consapevoli di avere coscienza civica, arricchirli umanamente, anche alfabetizzarli emotivamente, abituarli alla collaborazione, al dialogo, al rapporto sociale.”.
Per questo “signore” esiste quindi una Scuola con la S maiuscola che forma le Menti e poi le piu’ infime scuole professionali che formano semplicemente elettricisti o altri mestieranti di secondo livello , scritti quindi in minuscolo, che non hanno necessita’ di Cultura e di cura delle Menti….
Credo che la stupidita’ e il populismo che emerge da questa affermazione sia sufficientemente di commento a questo signore…con la s minuscola..

Anna Maria Mastrelli

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