Alternanza scuola-lavoro, Malpezzi: “Miope affermare che tutto stia andando per il meglio”. Monitorare percorsi

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Nella seduta del 6 dicembre u.s., in VII Commissione Cultura è stata discussa, tra le altre, la risoluzione del deputato del M5S Luigi Gallo relativa al’alternanza scuola-lavoro.

Il deputato del M5S, oltre a sottolineare l’inadeguatezza dell’obbligatorietà delle 200 ore per i licei e delle 400 per gli istituti tecnici e professionali, in considerazione del fatto che la distribuzione delle imprese sul territorio è eterogenea, ha evidenziato che si dovrebbe sostituire “l’alternanza scuola-lavoro” con “l’apprendimento in azione”, al fine di far acquisire agli allievi  competenze trasversali piuttosto che specifiche, evitando così il rischio di farli specializzare in mestieri che potrebbero scomparire.

L’onorevole Gallo  ha, inoltre, posto in primo piano la necessità di mappare i luoghi  pubblici e privati nei quali le esperienze di lavoro siano realmente fattibili.

All’onorevole pentastellato ha risposto Flavia Malpezzi, capo dipartimento scuola del PD, la quale ha ritenuto fondate le osservazione del Collega, concordando con lo stesso in merito al fatto che si potrebbe parlare di “Alternanza formativa”, volta all’acquisizione non di competenze professionali ma trasversali.

La Malpezzi ha proseguito dicendo che “sarebbe miope affermare che nell’attuazione dell’alternanza scuola lavoro tutto stia andando per il meglio”, per cui le critiche vanno tenute in debita considerazione.

Secondo il capo dipartimento scuola del PD, è necessario verificare “se
quella che viene attuata è l’alternanza cui aveva pensato il legislatore.”

Da non dimenticare, ha continuato la Malpezzi, le esperienze di alternanza positive che sono state realizzate sia al nord che al sud Italia.

La deputata del PD, infine, ha espresso la propria contrarietà all’abolizione dell’obbligatorietà dei percorsi e del numero di ore previste.

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