Alternanza scuola lavoro, il MIUR prepara nuovi paletti per le imprese e ruolo centrale delle scuole

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Il MIUR sta preparando una bozza per i Chiarimenti interpretativi, da inviare ai presidi, sull’alternanza scuola lavoro. Ne parla Il Sole24Ore.

Nel testo sembrerebbe siano riportati nuovi vincoli burocratici in contrasto con l’autonomia scolastica e soprattutto con le nuove politiche del lavoro.

Tra i punti critici che occorrerebbe affrontare nel testo è il ricorso alle Apl (che per mestiere fanno intermediazione), per il quale invece si riserva una serie di paletti e freni al fine di mantenere (e difendere) un ruolo centrale, a tratti esclusivo, dell’istituzione scolastica.

Anche nell’individuazione degli atti obbligatori per far partire un corso in alternanza sarebbe opportuno richiamare espressamente il “Progetto formativo”, come parte integrante della convenzione tra istituto e azienda.

Occorrerebbe affrontare poi il tema delle ore di pratica da svolgere nelle imprese durante il periodo di sospensione delle attività didattiche (vacanze estive). Qui, senza mezzi termini, andrebbe chiarito che i ragazzi dovranno essere accompagnati “on the job”, come durante gli altri mesi dell’anno, anche dal docente di scuola (o comunque va garantita la sua reperibilità).

Per Confindustria è necessario non fare passi indietro e l’alternanza va sostenuta: la presenza di studenti e professori nelle aziende, durante tutto l’anno, migliora la didattica, apre la scuola ai territori e alla ricerca scientifica-industriale e da una chance in più ai giovani di un successivo, più rapido, inserimento occupazionale.

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